mercoledì, 13 agosto 2008

«I guess we've got a lot to be thankful for»
«Either that, or we've lowered our expectations so much, we've given up on anything better than this»

Six feet under, season 2, ep. 8


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:06 | commenti (30)

sabato, 19 luglio 2008

Biscottini all'aroma di caffè

200 g di farina
175 g di burro
75 g di zucchero di canna
30 g di caffè solubile
50 g di cacao in polvere
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiaini di lievito in polvere
Sale

Riscaldate il forno a 180°.
In un recipiente lavorate con la frusta il burro (precedentemente lasciato ammorbidire a temperatura ambiente) con lo zucchero e la cannella fino ad ottenere un composto cremoso.
Aggiungere il caffè solubile, il cacao e un pizzico di sale continuando a sbattere; incorporare il lievito e la farina mescolando bene.
Ricoprite il fondo di una teglia con carta da forno e versate l'impasto a cucchiaini (meglio ancora con un sac à poche). Fate cuocere i biscotti per circa 15 minuti in forno e sfornateli quando saranno ben cotti.


Biscotti di pasta alla carota

300 g di farina
100 g di zucchero
250 g di burro
1 uovo
100 g di carote lessate e passate al setaccio

Amalgamate con cura tutti gli ingredienti, quindi lasciate riposare l'impasto ottenuto in frigorifero per 2 ore.
Al termine delle 2 ore stendete la pasta e ricavatene delle forme varie con degli stampini per biscotti.
Distendeteli su una teglia sulla quale avrete steso della carta da forno e passateli in forno (preriscaldato a 200°) per 10 minuti. Lasciateli riposare e serviteli.


Buon appetito e buone vacanze!
Il blog chiude momentaneamente, non per ferie, ma per mancanza di autostima. A presto!


Un piccolo pensiero di Baggins | 12:41 | commenti (16)

lunedì, 23 giugno 2008

Signore sulla quarantina entrando in libreria: «Siamo fuori dall’Europa! Fuori dall’Europa!»
Io mentre sistemo un carico di 9 colli Mondadori: «Già, si ha proprio questa sensazione, eh?»
«Sensazione? Ma quale sensazione?! No, no, è un dato di fatto!»
«Via, non drammatizziamo. Certo qui intorno non sembra più di essere in Italia, però…»
«…no, scusi, ma lei di cosa sta parlando?»
«Parlavo del centro di Brescia. Perché, lei di cosa parlava?»
«Ma come di cosa? Gli europei! L’Italia, la Nazionale…»
«Ah, no, scusi… sono calcisticamente ateo. Era l’ultimo dei miei pensieri»
«…»
«…»
«Però ha ragione, sa?»
«Eh, purtroppo sì…»



Un piccolo pensiero di Baggins | 19:32 | commenti (11)

venerdì, 20 giugno 2008

OK, è vero, sono sparito.
In libreria è stato un delirio. Agli orari folli (ricordo che abbiamo la chiusura alle 23 il giovedì e alle 24 il sabato e nei prefestivi. Gli altri giorni alle 20 e la domenica alle 21. E a turno ci tocca andare lì alle 7 e nelle 2 ore prima dell'apertura spazzare e lavare i pavimenti), alla mole esagerata di lavoro, ad una "fiera del libro" in piazza che per 10 giorni ci ha costretti ai doppi turni, a due allagamenti e alla visita in negozio della Mukka Emma (sic), si è aggiunto il fatto che due colleghi si sono licenziati. E 2 colleghi su un totale di 4 fa il 50%. Tra preavviso e balle varie non sono ancora andati via, ma si è diffuso il panico: io conosco un quarto delle procedure burocratiche e amministrative della libreria sto cercando di imparare il più possibile perché tra pochi giorni non ci sarà più nessuno a cui chiedere o delegare. E le cose da imparare sono innumerevoli, dato che alla faccia del mio contratto da "aiuto commesso" mi trovo con ogni tipo di responsabilità. A questo aggiungiamo il cartello "cercasi personale" affisso in vetrina, con un indescrivibile circo umano che si affaccia alla porta del negozio a proporsi, proporre il figlio o la nipote o semplicemente a fare domande intelligenti  («se io inizio a lavorare a luglio ho lo stesso le ferie ad agosto che ho prenotato 3 settimane al ClubMed di Sharm con la mia amica Pucci?» «Io non voglio lavorare la domenica e voglio finire tutti i giorni entro le 17, però amo tanto i libri: posso lasciare il curriculum?» ecc.).
Sono stanco al punto che ho ricominciato a mandare in giro il curriculum. Oggi ho avuto un colloquio. Certo, mi direte, intanto un lavoro ce l'hai (almeno fino al 31 ottobre) e non sai dove potresti capitare dato che al peggio non c'è mai fine. Ma non si può cadere sempre più in basso, no?


Un piccolo pensiero di Baggins | 20:01 | commenti (9)

venerdì, 06 giugno 2008

Parlare di talismano è un po' eccessivo, ma da sempre mi piace avere in tasca una moneta, un sassolino, un qualcosa che semplicemente "so che c'è".  Non so da dove derivi questa mia ennesima tara mentale: forse mi piace illudermi di avere dei punti di riferimento, forse sotto sotto sono un abitudinario, ma questa cosa si perde nel tempo, tanto che non ricordo un momento della mia vita senza un "oggetto ricorrente" nella mia tasca. Uno dei più duraturi è stato un gettone di una sala giochi di Padova: dopo un esame particolarmente impegnativo, io e un mio compagno di corso eravamo andati a sbronzarci e poi in sala giochi a sfidarci a Tekken, dato che allora nessuno aveva ancora in casa una play station. Mi avanzò un gettone e lo tenni in tasca per anni come ricordo di quella serata. Poi durante la specializzazione passai un esame davvero impossibile, mi sbronzai con un altro compagno di corso, passammo davanti alla sala giochi che era ancora lì nonostante le play station avessero cominciato ad invadere le case (infatti chiuse pochi mesi dopo, ma questa è un'altra storia) e utilizzai il gettone feticcio.
Con l'avvento dell'euro tendo ad affezionarmi alle monete straniere. Così capita che un 20 centesimi irlandesi o un euro greco (ma quanto è bello l'euro greco?) stazionino nella mia tasca per mesi e mesi. Fino al momento in cui vengono inesorabilmente spesi in condizioni di shopping estremo. Nel metrò di Parigi ho speso un euro greco che resisteva ormai da quasi 6 mesi. È stato immediatamente rimpiazzato da un euro francese che, però, mi ha dato poca soddisfazione.
L'altro giorno in libreria aprendo un rotolo di monete da 50 centesimi, ho trovato un dollaro australiano. La forma è uguale a quella del mezzo euro e in banca si saranno confusi (ah, la mia buona fede). Su un lato (testa?) c'è Her Majesty, sull'altro (croce?) ci sono dei canguri. Bellissimo! E poi essendo australiano non posso che non pensare a lei... LEI! Bene, è subito diventato il mio nuovo talismano. Dubito lo spenderò presto e spero solo di non perderlo.


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:14 | commenti (10)

giovedì, 29 maggio 2008

«Scusi, ce l'avete il libro sull'uccello della Tamaro?»
Non so come sono riuscito a restare serio. Comunque ogni volta che ci penso rido...

P.S. il libro ovviamente è questo e sì, l'abbiamo.


Un piccolo pensiero di Baggins | 11:45 | commenti (8)

giovedì, 22 maggio 2008

In post dell'amica Ranafatata ho scoperto la "poesia dorsale", iniziativa legata alla Fiera Internazionale del Libro di Torino 2008.
In sintesi si tratta di creare dei brevi componimenti partendo dai titoli dei libri: unendo i dorsi di vari volumi si formano delle frasi più o meno evocative, più o meno poetiche... I risultati sono spesso sorprendenti e l'iniziativa mi pare allo stesso tempo simpatica e intelligente.
Ecco qui il mio:



Infedele,
se non posso averti
prima di sparire
strappami la vita
come un uragano


Un piccolo pensiero di Baggins | 22:38 | commenti (11)

lunedì, 19 maggio 2008

Sulla porta d'ingresso del condominio in cui abito è apparso un fiocco azzurro. Altri due incoscienti hanno deciso di crogiolarsi nell'illusione di eternità data dalla trasmissione dei propri geni; un altro innocente è stato gettato nell'esistenza senza possibilità di scelta, di appello, senza opzioni. Ma non volevo annoiarvi con riflessioni esistenzialiste sul significato dell'esserci, di queste cose parlerò col fantasma di Heidegger la prossima volta che sarò sufficientemente ubriaco per vederlo. Piuttosto da quando il fiocco di cui sopra è apparso, ogni volta che entrando o uscendo dal palazzo incontro un condomino questo o questa mi sorride  ed indicando il fiocco con occhi acquosi ed espressione trasudante melassa mi chiede: «È suo?». OK, è vero, i miei condomini non sanno nulla di me, dato che sono riservato ai limiti della paranoia: saluto sempre tutti con cortesia, tengo aperta la porta quando vedo arrivare qualcuno e più volte ho aiutato qualche vecchina a portare la spesa dall'ingresso fino all'ascensore, ma poi mi faccio i fatti miei e chiusa la porta del mio appartamento, chi s'è visto, s'è visto. Inoltre sono tra i pochi soggetti nel palazzo a non ricordare la conquista dell'Etiopia del '36 o l'elezione di Achille Ratti a Papa col nome di Pio XI il 6 febbraio del '22 e sono quindi ancora in età fertile e riproducibile. Ma, mi chiedo, ho davvero la faccia di uno che ha anche solo la più lontana idea di trasmettere la propria eredità genetica, mettere al mondo un infelice e altre considerazioni di stampo esistenzialiste alle quali accennavo più sopra? Stamattina quando l'ennesima vegliarda mi ha chiesto se fossi io l'orgoglioso procreatore, ho risposto con un «Per carità, signora, mi ci manca solo questa!».
E da domani per dissipare ogni dubbio esibirò una t-shirt con scritto a chiare lettere: Erode is my hero.



Un piccolo pensiero di Baggins | 19:13 | commenti (28)

lunedì, 12 maggio 2008

Istruzioni per la lettura: in BLU ciò che mi sento quotidianamente e ripetutamente dire/chiedere dai (più spesso dalle) clienti in libreria. In VERDE ciò che penso e che vorrei fortissimamente rispondere. In ARANCIONE ciò che effettivamente rispondo.

«Devo fare un regalo ad un ragazzino che non legge. Cosa mi consiglia?»
«Di cambiare negozio. Qui vendiamo libri»
«Vediamo... quanti anni ha il ragazzo? Che gusti ha?»

«Cosa mi consiglia per un'amica che in questo periodo è tanto, tanto giù»
«Antidepressivi e un vibratore nuovo?»
«Vediamo... quanti anni ha la signora? Che gusti ha?»

«Mi deve coprire il prezzo e mi deve fare una confezione regalo»
«Deve? DEVE?!? E lei deve andare bellamente affanculo!»
«Certo, signora»

«Mi ha coperto il prezzo?»
«No, ho messo un post-it per evidenziare quanto lei sia pulciosa a regalare un misero tascabile da 5,90 pretendendo pure una confezione regalo»
«Certo, signora»

(dall'altro lato della libreria) «Quanto costa questo libro?»
«Secondo lei con migliaia di volumi che ci sono qua dentro come cazzo faccio a sapere il prezzo di tutto? E poi non sa leggere, talpa che non è altro?»
«Ora arrivo e le dico, signora»

«Cercavo un libro, ma non ricordo né il titolo, né l'autore»
«Ha mai pensato ad una bella cura di fosforo? Dicono sia utile anche l'elettroshock!»
«Vediamo se usando il computer si riesce a risalire...»



Un piccolo pensiero di Baggins | 19:07 | commenti (18)

giovedì, 08 maggio 2008



Lights (flashing)
Sound (crashing)
Mind (blowing)
Body (rocking)
Eyes (locking)
Lips (touching)
Hearts (thumping)
Pressure (rising)
Breath (taking)
Rump (shaking)
Music make you lose control
Play it on your speakerphone
Track repeat go on and on


Un piccolo pensiero di Baggins | 20:08 | commenti (14)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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