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Un
piccolo pensiero di Baggins
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14:20 |
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lunedì, 29 agosto 2005
Camminavo stasera per questa città che odio, camminavo ed ascoltavo musica e riflettevo. Riflettevo sulla vita che cambia, sulla vita che non si afferra mai, che non si può definire, congelare in un attimo, modellare a piacere. Pensavo alla leggerezza del vivere, alla benedetta ed assurda incoscienza del vivere, il vivere come se la vita fosse un trenino elettrico da guidare sui binari dei desideri, dei sogni. Vivere senza mai pensare alla vertigine dell’imprevisto, del cambiamento, dell’inatteso che è in agguato da qualche parte. L’inatteso che sconvolge, lacera la quotidianità, distrugge in un istante anni di paziente costruzione del “normale”. L’inatteso pronto a colpire noi che l’ignoriamo. L’inatteso che come un fulmine colpisce e nulla è più ciò che era. L’inatteso che crea il dramma e la tragedia. L’inatteso che inevitabilmente poi diventa vivere. Un vivere meno leggero, meno assurdamente incosciente. Un vivere più prudente, ma pur sempre un vivere. E ci pensavo stasera camminando per questa città che odio.
Un
piccolo pensiero di Baggins
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18:01 |
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domenica, 28 agosto 2005
Sempre, sempre le strade vanno avanti sopra la neve che d'inverno cade, Sempre, sempre le strade vanno avanti Gli occhi che han visto spade e fiamme ardenti Arriva un momento nel quale si cambia, si deve cambiare, ricominciare. Una nuova casa, una nuova strada… La casa di prima resta lì, con i suoi ricordi, con la sua storia che è il mio passato.
Si va, allora. Un profondo respiro e un primo passo incerto. Poi un altro più sicuro, e un altro ancora. Perché sempre, sempre le strade vanno avanti… Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:03 |
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