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piccolo pensiero di Baggins
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09:18 |
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lunedì, 26 dicembre 2005
Tra gli auguri più belli ricevuti in questi giorni. Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:22 |
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sabato, 24 dicembre 2005
OK, va bene, va bene, auguri, auguri a tutti di buon natale, felicità, serenità, gioia e tutte quelle cose lì.
![]() Un
piccolo pensiero di Baggins
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09:34 |
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venerdì, 23 dicembre 2005
Vabbè, da qualche settimana gira sui blog questa cosa di indicare 5 proprie stranezze e poi coinvolgere altri 5 bloggers perché facciano lo stesso. Io non sono stato ufficialmente coinvolto nella “catena” (a parte un mezzo invito di calzino spaiato) indi non farò partecipi altri bloggers di questa follia. Ecco comunque di seguito le prime 5 stranezze che mi vengono in mente
1) Data la mia antropofobia non riesco a prendere l’ascensore se devo condividerlo con altre persone. Piuttosto salgo 4, 5 o più piani a piedi. 2) Quando in TV compare Ratzinger non posso fare a meno di inveire ad alta voce facendo l’accento tedesco (i zignori cartinali hanno scelto me, un umile laforatore nella figna tel Zignore…) 3) Quando incontro qualcuno che mi è antipatico lo/la immagino sul water mentre fa la cacca, spinge e fa le puzzette rumorose 4) Al supermercato apro tutte le confezioni di ammorbidente e le annuso 5) In macchina spesso spengo il cellulare perché non mi piace parlare mentre guido, ma tengo l’auricolare così che da fuori sembri che io parli al telefono, mentre in verità canto a squarciagola Un
piccolo pensiero di Baggins
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08:01 |
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mercoledì, 21 dicembre 2005
Tra le altre centomila cose da fare, stamattina sono passato anche in tintoria a ritirare un po’ di roba. La tintoria è un po’ fuori mano, ma sono cordiali e lavorano bene. In questi giorni hanno messo anche un cestino vicino alla cassa con dei deodoranti per armadi come omaggio natalizio ai clienti. Sono lì in coda quando arrivano marito e moglie. «Ciapa sü quel laur lé» (tradotto dall’idioma locale: prendi quella cosa lì) fa lei indicando al marito il cestino. Lui si guarda in giro, poi affonda la manona nel cestino, riempie bene il pugno di omaggi e se li ficca in tasca. La signorina della cassa vede, sorride e fa finta di nulla. Al che la moglie con fare complice dice al consorte qualcosa di assolutamente irripetibile nell’idioma locale e lui, molto compiaciuto, prende un’altra manata di omaggi e riempie l’altra tasca. Il cestino è praticamente vuoto. Al ché la donna sussurra qualcosa al marito e lui, avvicinandosi al banco, chiede alla signorina «Anche questi qui sono in omaggio?» «No -risponde la signorina con un sorriso un po’ tirato- questi sono gli addobbi di Natale». Un
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10:57 |
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lunedì, 19 dicembre 2005
Una delle poche cose nelle quali Brescia batte la mia amata Padova è il clima. Padova è in pianura che più pianura non si può ed ha un clima decisamente “da palude”, molto umido, così che quando fa caldo non si respira e il freddo è subdolo e vischioso. Brescia invece è circondata dalle montagne, risente della vicinanza di 3 laghi e il clima è decisamente buono. Ora che fa freddo è un freddo netto, preciso, limpido, tagliente a tratti, ma mai cattivo, mai di quelli che ti entrano nelle ossa e mettono radici. È un freddo bello ed onesto e la sera, quando torno a casa in bicicletta dall’ospedale, lo sento amico. Pedalo per le vie secondarie e buie del centro, pestando sui pedali come un pazzo, in preda ad una frenesia liberatoria. Pedalo fino ad avere il fiatone e poi divoro boccate avide di aria gelida che mi infiamma i polmoni. Il freddo diventa fuoco che mi purifica da dentro e io tengo il ritmo, pedalo ed ansimo, sento gli occhi lacrimare per le stilettate di aria ghiacciata, sento le lacrime scendere per il viso ed incagliarsi nella barba, sento la stanchezza, le frustrazioni, la solitudine scivolare via. E poi mi fermo. Le mani sono congelate, ho il fiatone, le gambe affaticate, ma mi sento vivo. E questo rito liberatorio e catartico si ripete ogni sera per le vie nascoste e buie del centro… Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:46 |
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sabato, 17 dicembre 2005
Proprio così. Ci sono canzoni che ti accompagnano per anni, che ascolti sempre, che ti sono familiari e poi all’improvviso le senti aderire come un guanto alla tua vita, a ciò che sei in quel preciso, unico, definito momento del tuo vivere. Così oggi mentre mi muovevo in macchina tra un supermercato e l’altro, tra la lavanderia e il centro commerciale, ascoltavo “Intimate and Live” di Kylie, doppio CD dal vivo, testimonianza dell’omonimo tour del ’98. Bellissimo, tra l’altro. Chi pensa che Kylie sia una frivola ed inutile cantantucola dovrebbe ascoltare questo live. Ma non divaghiamo. Passano le canzoni che conosco da anni e che canticchio sempre con giocosa distrazione e così mi trovo a cantare l’inizio di Drunk, che fa così: Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:41 |
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giovedì, 15 dicembre 2005
Dopo quasi 3 anni di onorato servizio la montatura dei miei occhiali mi sta abbandonando, così ieri sono riuscito a ritagliarmi un’oretta per andare in un negozio di ottica a farmi fare un nuovo paio di occhiali. Entro, saluto e comincio ad gironzolare tra gli espositori luminosi ed invitanti. Provo un’infinità di montature (cosa che mi diverte sempre molto, nonostante il supplizio di dovermi guardare continuamente allo specchio), ne scelgo 5, poi restringo il campo a 3 ed infine mi decido per quella che mi piace di più. Prima di ordinare le solite lenti in vetro antiriflesso chiedo se è possibile fare un esame della vista, dato che mi pare un po’ calata. «Certamente!» mi risponde la signora del negozio, così vado nello stanzino col tecnico che mi fa guardare il puntino luminoso, leggere le lettere su una superficie verde prima e rossa poi, mi mette la montatura dell’uomo talpa dei Simpson e mi fa fare tutte le prove di lettura e, alla fine, se ne esce con l’esito: «Ha fatto davvero bene a chiedere un controllo! La vista le è calata di un bel po’, quasi una diottria per occhio!» « Guardi, dato l’andazzo degli ultimi mesi è già un miracolo che non sia diventato cieco» stavo per rispondere… Poi ho preferito fare un’aria tra l’interessato, il sorpreso e il “sì, l’avevo immaginato”, ringraziare e uscire a pagare i miei occhiali nuovi che saranno pronti per stasera. Un
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09:33 |
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lunedì, 12 dicembre 2005
Premessa: il seguente post NON è frutto di fantasia. Ciò che è narrato è REALMENTE accaduto. Non c'è nulla di inventato, al massimo ho tralasciato delle parti per rendere più scorrevole il racconto. Un
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17:47 |
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sabato, 10 dicembre 2005
AAA Amici Veri cercasi. 2 giorni a Padova mi hanno fatto bene, soprattutto per la vicinanza di tanti amici che hanno fatto a gara per vedermi, per trascorrere qualche ora insieme, regalandomi un po’ del proprio tempo e tanta allegria. Cosa preziosa gli amici, altroché! E mi rendo conto che nel mio esilio bresciano ciò che mi pesa di più è la lontananza che diventa solitudine. Perché è vero, i miei amici ci sono sempre, ci scriviamo, ci mandiamo sms, ci sentiamo anche per telefono, ma non è la stessa cosa. Non è come fare quattro passi insieme dicendo scemenze, come trascorrere qualche momento di evasione e di condivisione, come ricevere un sorriso, un abbraccio… E qui non ho proprio nessuno, né ho il tempo di cercare di conoscere qualcuno. Mi accontento di scambiare 2 parole ogni tanto con un cassiere dell’Esselunga o con uno dei commessi di Ricordi, ma decisamente è troppo poco. Un
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08:54 |
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martedì, 06 dicembre 2005
Poi di colpo ti imbatti nei ricordi, nelle piccole cose di una vita che non c’è più e ti viene il magone… Proprio oggi mettendo ordine nel ripostiglio ho trovato qualcosa che mi ha messo addosso una malinconia infinita. La mia mamma aveva infatti l’abitudine di tenere 2 borsoni: in uno metteva tutte le cose che servivano per la casa che i miei hanno in montagna, nell’altra tutte le cose per me, cose che mi portava quando, una volta ogni tanto, mi venivano a trovare a Padova. Due borsoni che si riempivano piano piano ogni volta che veniva in mente qualcosa, che si faceva un acquisto mirato e via dicendo. I due borsoni stamattina erano lì nel ripostiglio come li ha lasciati la mia mamma il 15 aprile entrando in ospedale. In quello per la montagna c’era tra le altre cose una ciotola per il gatto di casa che avrebbe dovuto trascorrere la sua prima estate nella casa di montagna. In quella per me tante cose prese con le offerte dell’Esselunga, dai sughi in barattolo al detersivo per la lavastoviglie. E, passando in rassegna questi piccoli frammenti di quotidianità, pensavo alla mia mamma, alla sua vita di prima che non tornerà più, al suo futuro che si prospetta così difficile, così ingiustamente penalizzato dalla sofferenza. Pensavo a tutte le cose che sono finite e non torneranno. Pensavo a come non abbia apprezzato fino in fondo ciò che avevo e a quanto ora mi manchi. Ho trattenuto a stento le lacrime, ma la tristezza mi si è incollata dentro. Un
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15:36 |
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sabato, 03 dicembre 2005
E comunque il regalo che mi sono fatto è favoloso
![]() IL DVD dell'ultimo concerto di Kylie a Londra... quello per il quale avevo i biglietti... Ma lei quanto meravigliosa è? Ma quanto la amo? Un
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08:02 |
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venerdì, 02 dicembre 2005
Quando ero ragazzino, o almeno finché ho vissuto con i miei genitori, il giorno del mio compleanno era un po’ come Natale: mi svegliavo e correvo in cucina dove trovavo sempre sul tavolo ad aspettarmi un regalo incartato. Poi sono andato via di casa abbastanza presto, a 21 anni, e questo rito ha lasciato spazio ad altri riti. Un
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08:08 |
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