lunedì, 30 gennaio 2006

Tra le varie forme di suicidio legalizzato, la mia preferita è senza dubbio quella di entrare in un negozio di “Cose Dolci e Rigorosamente Caloriche” e aggirarmi tra gli scaffali cercando il modo più lussuriosamente peccaminoso per farmi del male. Mi soffermo a lungo davanti agli espositori di cioccolato, c’è proprio di tutto: tavolette di fondente al 50%, al 70%, al 90%, al 99%, al 150%, una specie di antimateria al cacao. E poi le tavolette aromatizzate, scatole di praline, cioccolatini ripieni alla crema o ai superalcolici. Resto un po’ davanti a questi ultimi, prendo in mano la confezione, la soppeso e già mi vedo con la mano ad artiglio mentre la affondo fino al gomito nella scatola, la estraggo piena di delizie e me la ficco in bocca impiastricciandomi tutto. Mah, non so se poi farei una bella figura davanti a chi ritroverà il mio cadavere. Lascio perdere, passo distrattamente nel reparto merendine e snack, ignoro bellamente le caramelle e entro nel reparto biscotti. E li vedo subito, sì, loro, mia gioia e mia perdizione, i biscotti danesi al burro. Burro sotto forma di biscotto passato appena appena nel forno. L’inconfondibile scatola rotonda di metallo, chiusa con un nastro adesivo quasi invisibile, nastro da sollevare appena con l’unghia e poi levare delicatamente, quasi un gioco erotico mentre la scatola piano si schiude e il nastro sottile cede, facendo solo una leggera resistenza che è più un preliminare, più una risatina compiaciuta, che un vero tentativo di opporsi. Si spande subito il profumo del burro e dello zucchero, sfacciato, lascivo, allo stesso tempo casto e perverso: la Lolita di tutti i profumi. E tolto il coperchio, ecco l’ultimo falso pudore: i biscotti sono coperti da una velina quasi trasparente, candida come la biancheria intima più sfrontata; basta un soffio, un pensiero perché scivoli via e riveli loro, i biscotti, adagiati arrendevoli nei loro letti di carta immacolata, sovrapposti a gruppi di 3… quelli semplici rotondi, quelli rigati, quelli squadrati, quelli a ferro di cavallo richiuso, quelli a forma di pretzel, quelli ricoperti di grani di zucchero. No, no, sono sopraffatto, incapace di resistere. Afferro la scatola, la guardo e scopro che è “nuova formula a basso contenuto di colesterolo”. La rimetto sullo scaffale con una risata divertita, cerco una confezione di “Classic Danish Butter Cookies”, la trovo, la stringo a me, corro alla cassa e poi subito a casa. E mentre finisco di scrivere mi rendo conto che il primo livello di biscotti è già notevolmente calato. Oh, che meraviglia!

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:29 | commenti (9)

sabato, 28 gennaio 2006

Esco dall’ospedale piuttosto depresso, salgo in bici e come nei migliori film di serie B inizia a piovere. È un cliché, non ci faccio nemmeno caso. Pedalo, arrivo a casa, faccio pipì, faccio partire un bucato, mi cambio, accendo il computer, mi siedo e sto per iniziare a scrivere quando…
«Ehm…» 
«Chi c’è? Chi è in casa?»
«Sono io..»
«Io chi?»

«Ma come “chi”? Sono la tua coscienza, non mi riconosci?»

«Accidenti a te, mi hai fatto prendere uno spavento!»

«Scusami. Ma ci tenevo a dirti che non condivido ciò che stai per scrivere»

«E allora?»

«E allora dato che sono la tua coscienza è mio dovere fartelo presente. Fa parte dei miei compiti»
«Ma tu negli ultimi anni non sei stata in un centro di disintossicazione per coscienze alcolizzate?»
«Bè, sì… ma…»

«Ma un corno, senti che alito! Chissà cosa ti sei tracannata per strada, eh? Via, via, torna dalle coscienze alcoliste anonime!»

«Vabbè… ci vediamo…»

«Sì, certo…»
Dunque, cos’è che volevo scrivere? Ah, sì: stasera sono così profondamente, angosciosamente, irrimediabilmente solo che sarei pronto ad uccidere per un abbraccio. Non importa da chi -una donna, un uomo, Maria De Filippi- purché fosse un contatto, un “non-più-solo-io”. Ecco.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:07 | commenti (13)

giovedì, 26 gennaio 2006

C’è un non so che di bello nel tornare in bicicletta dall’ospedale sotto una nevicata fenomenale, mentre la città è bloccata e tu ti muovi tra macchine incolonnate, tra automobilisti che imprecano e bestemmiano, tra clacson che protestano, tra pedoni che scivolano, si aggrappano l’uno all’altro e maledicono il tempo e la neve, la neve che cade e cade, cade ed imbianca tutto, tutto copre, copre e restringe le strade, ne nasconde i dislivelli, rende scivolosi i marciapiedi,  crea tranelli, la neve candida ed infingarda, la neve che i passanti, gli automobilisti, i negozianti già odiano, la neve contro cui tutti inveiscono e io in bicicletta che pedalo, le ruote fanno scricchiolare il tappeto di neve bianca, neve che tutto copre, neve che stanotte sarà ghiacciata e domani sarà fanghiglia, ma intanto è bianca, fresca, fragrante come manna inattesa che sazia la mia fame di contrasti. E mentre la città grida il suo scontento io canto, chiuso nel cappuccio, pedalando nella neve, canto “Your disco needs you” di Kylie, ovviamente di Kylie, che è la canzone più allegra che mi venga in mente «So let’s dance through all of this / war is over for a bit / the whole world should be moving / Do your part: cure a lonely heart…» e canto e mentre canto sento annidata dietro all’ostentata esplosione di allegria della canzone un’ombra appena accennata di tristezza, struggente, un’ombra che forse voi non riuscireste a vedere, perché non conoscete Kylie come me, non la amate come me. È l’ombra nelle rughe impercettibili di chi ha vissuto più di quanto avrebbe voluto, l’ombra che delimita il passaggio dal momento in cui la neve è solo gioia, candore, felicità al momento in cui è un impiccio, un fastidio, un bel problema in città, diamine, col traffico e tutto il resto. Ma non è sere di ombre per me, no, è sera di pedalata nella neve cantando, cantando canzoni allegre, mentre la neve cade e cade e cade.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:35 | commenti (7)

lunedì, 23 gennaio 2006

Bene, finalmente io e i miei genitori ne abbiamo parlato e siamo arrivati all’unica scelta sensata. Scelta che, tra l’altro, avevo già maturato negli ultimi mesi.
Quindi… Padova, Riviere, zona Specola, in palazzina di 5 unità abitative VENDESI appartamento composto da ingresso (arredato), ampio salone, cucina (arredata), 2 camere, bagno finestrato (arredato), 2 balconi, cantina, garage e posto auto condominiale. Riscaldamento autonomo e impianto di condizionamento.
Conoscete nessuno che possa essere interessato all’acquisto?

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:17 | commenti (15)

sabato, 21 gennaio 2006

Sì, è vero, lo ammetto, sto cominciando a diventare misogino.
Il punto è che da aprile sono costantemente e quasi esclusivamente a contatto col mondo femminile: la mattina faccio “la casalinga” frequentando supermercati, centri commerciali, tintorie, banchi del mercato, uffici postali e via dicendo, mentre il pomeriggio sono in ospedale, dove gli 8 decimi del personale (se non di più) è composto da donne. E  quando parlo di “donne” non intendo le leggiadre fanciulle che si fanno belle per uscire, le affascinanti signore in carriera che in ufficio danno il meglio di sé in abbigliamento e cura della persona, le ragazze frizzanti e piene di interessi che mentre cercano l’amore colorano la propria vita di mille colori. No, no, niente di tutto questo. Parlo di creature sformate dalla vita e incattivite dagli anni, donne di mezza età con prole a carico inacidite dalla scoperta che il sogno coltivato fin da bambine (“voglio sposarmi ed avere dei bambini!”) in realtà è un incubo; donne in post menopausa che comandano a bacchetta i mariti, rimproverandoli ed umiliandoli ad alta voce tra le corsie dei supermercati; donne annoiate dal proprio lavoro che svolgono i compiti loro assegnati con un misto di noia e nausea, sia che si tratti di far scorrere i prodotti in una cassa, sia il prendersi cura di un ammalato. Certo, certo, ci sono le eccezioni. Ma sono talmente in minoranza, che mi sto davvero scoraggiando. Com’è che passata la fase dell’infatuazione, dei grandi ideali romantici, dell’ansia riproduttiva, ciò che resti sia questo scnfortante campionario di rabbia, frustrazione, inappetenza emozionale, acidità e via dicendo? Com’è che le leggiadre fanciulle di cui sopra si trasformano in tali esseri senza più forma né sostanza? Com’è che il «sei l’amore della mia vita, voglio vivere per sempre con te» diventa un «imbecille, ti avevo detto di prendere la confezione da mezzo litro di parzialmente scremato, non quella di intero da un litro! Cretino»? Ed è lo sguardo sul “dopo” che alla fine preclude il “prima” e, piano piano, fa nascere un sentimento sottile di misoginia…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 08:32 | commenti (6)

mercoledì, 18 gennaio 2006

In effetti se quella volta a Dio fosse veramente stato a cuore Adamo e si fosse realmente preoccupato del fatto che era solo, non avrebbe creato Eva, ma altri 3 uomini, una Play Station e una vasta gamma di giochi in multiplayer. E per la riproduzione della specie avrebbe trovato qualche soluzione più pratica, quale la gemmazione spontanea o la partenogenesi.
Vabbè.
Leggevo che una qualche fiction italiana ha avuto uno strepitoso successo oltralpe. E pare che le varie emittenti europee si stiano mettendo d’accordo per vendersi a vicenda non solo format di trasmissioni quali quiz o reality, ma anche trame di fiction e telefilm che potranno così essere girati nei vari paesi e connotati delle proprie sfumature sociali e culturali. Ecco, per esempio, in Francia potranno girare “Elisá de Rivaombreux” e in Germania “Diztretto di Polizei”. Speriamo prima o poi che questa cosa si faccia anche coi telefilm americani! Non vedo l’ora di gustare “Ics-files”, girato a Roma con gli agenti Volpe Mulder e Dana Ferilli. O anche “Una mamma per amica” con Anna Maria Franzoni.

Un piccolo pensiero di Baggins | 10:02 | commenti (12)

lunedì, 16 gennaio 2006

Cercare di rilassarsi facendo yoga con un gatto giocherellone e curiosissimo in casa è quasi impossibile. Se mi sdraio con gli occhi chiusi per fare esercizi di rilassamento e di respirazione lui arriva a snasarmi la faccia per vedere se sono ancora vivo. Se mi siedo a gambe conserte o tento la “posizione del loto” lui salta felice nell’accogliente cavità offerta dalle gambe incrociate. Se infine inizio il ciclo degli alberi e trovo l’equilibrio su una gamba tenendo le braccia tese e leggermente distaccate dal corpo, lui fa dei salti incredibili per raggiungere le mani (come dire: «chissà cosa tiene stretto tra indice e pollice?»). Vabbè, per fortuna le fusa di un gatto contento sono altrettanto rilassanti…

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:07 | commenti (6)

sabato, 14 gennaio 2006

Ed eccomi gia tornato a Brescia, alla “vita” di tutti i giorni. Ogni volta che vado a Padova porto qualcosa e prendo qualcos’altro, faccio un cambio di vestiti, di CD, di libri e DVD. Qui a Brescia ho pochissimo spazio che si intasa facilmente, ma mi fa piacere avere con me qualcosa di mio, così anche ieri me ne sono ripartito con libri, CD e DVD che mi faranno compagnia nelle prossime settimane. Tra le varie cose ho preso anche la confezione di preservativi che tengo nel cassetto del comodino. Ho pensato che non usarli lì o non usarli qui è la stessa cosa, ma averli con me mi ricorda che avevo una vita, che in quella vita ogni tanto succedevano cose carine e mi fa sperare che non mi sia dimenticato come si fa (confido che sia come andare in bicicletta…). E poi averli con me è una botta di autostima, via, mi sento un po’ più uomo e un po’ meno elfo domestico. Insomma, tirandoli fuori dalla valigia ieri sera ho controllato la confezione: ce ne sono ancora 4 e “scadono” nell’agosto 2007. Arriveranno integri alla data di scadenza o saranno usati prima? Chissà…

Un piccolo pensiero di Baggins | 10:36 | commenti (9)

giovedì, 12 gennaio 2006

E in barba allo sciopero dei treni (partendo alle 6 da Brescia...) sono riuscito a fare una puntata veloce a Padova per uno dei seminari di Dottorato. Sono in quella che sarebbe la mia casa, la mia gelida casa, ma dove ci sono tutte le mie cose... e penso che da quando sono diventato proprietario di queste 4 mura ho abitato più a Brescia che qui. Penso che forse qui non ci abiterò più, penso a vendere, a ritrasferirmi a Brescia, a ricominciare di nuovo da zero. E proprio quando sottile si insinua la malinconia, penso anche che mi attende una giornata bellissima, nella quale vedrò qualche amico, pranzeremo insieme da Mc Donald's, passeggeremo per il centro, ridereremo, scherzeremo... e no, oggi proprio non c'è spazio per la tristezza!

Un piccolo pensiero di Baggins | 09:39 | commenti (11)

martedì, 10 gennaio 2006

Ieri la mamma ha lasciato l’ospedale nel quale si trovava da ottobre ed è entrata in una nuova struttura dove si spera possa iniziare la riabilitazione. Come ogni trasferimento (da aprile è il settimo), ci sono nuove facce da conoscere, ritmi ed abitudini da imparare e via dicendo. Ma una cosa ci ha colpito subito. All’ora di pranzo si accende un altoparlante in ogni stanza e parte la voce della suora caporeparto:
Dlin dlong
«Nelnomedelpadredelfigliodellospiritosanto.
Ilsignorebenedicaquestociboenedoniachinonneha.
Amen.
Nelnomedelpadredelfigliodellospiritosanto.
Si invitano i signori parenti a lasciare le stanze a meno che non si sia stabilito diversamente col personale medico»
Dlin dlong.
Ieri io e mia mamma non siamo riusciti a trattenerci dal ridere. Cercheremo di essere più seri nei prossimi giorni per evitare una scomunica via filodiffusione. Dlin dlong

Un piccolo pensiero di Baggins | 10:14 | commenti (8)

domenica, 08 gennaio 2006

Le casalinghe disperate mi fanno una pippa. Al di là che ho trovato la prima stagione televisiva abbastanza scontata, non sono né vere casalinghe, né veramente disperate… insomma, io c’ho solo da insegnare a quelle lì! Ecco, quindi alcuni suggerimenti casalinghi da non sottovalutare:
- i prodotti anticalcare per lavatrice sono un imbroglio: se si legge la composizione si vedrà che sono praticamente bicarbonato con qualche additivo ininfluente. Tanto vale mettere nella vaschetta del detersivo direttamente un misurino di bicarbonato che costa la decima parte ed è anche più efficace
- i vari “smacchiatori miracolosi” per il bucato decantati dalla pubblicità sono il più delle volte inutili o quantomeno non miracolosi. Nulla è più efficace del semplice perborato (che è pure sbiancante)
- un prodotto veramente eccezionale per il la pulizia del WC è il WC Net candeggina gel. Costerà qualcosa in più degli altri, ma vale i suoi soldi
- se i detersivi per i piatti vi massacrano le mani e non c’avete la pazienza di mettere i guanti ogni volta che lavate i piatti, provate il Dixan piatti all’aloe vera
- per pulire i vetri non c’è niente di meglio della carta di giornale
Altri suggerimenti seguiranno.

Un piccolo pensiero di Baggins | 09:23 | commenti (10)

venerdì, 06 gennaio 2006

E così oggi finalmente esce in Italia “Harry Potter e il Principe Mezzosangue”, sesto capitolo della saga.
Ho iniziato a leggere Harry Potter su pressante suggerimento («Leggilo, leggilo, leggilo, leggilo, leggilo, leggilo, leggilo…») di un amico quando erano già usciti i primi 3 libri. Iniziai il primo con molto scetticismo… a metà non riuscì più a smettere e alla fine ero folgorato. Comprai immediatamente il secondo e il terzo libro e partecipai alla festosa attesa per il quarto. L’uscita del quinto mi trovò ormai in un'impazienza febbrile, soprattutto perché per la prima volta l’edizione italiana usciva a 4 mesi di distanza da quella inglese, un periodo che mi sembrò infinito e nel quale mi impegnai a non leggere nulla sulla trama, per non avere anticipazioni che mi potessero rovinare il piacere della lettura… E quando uscì partecipai al delirio in libreria, alla ressa, all’entusiasmo collettivo e fu bellissimo.
Il sesto libro è uscito il 16 luglio 2005 in tutti i paesi di lingua inglese. Pensavo che la Salani, la casa editrice italiana, l’avrebbe fatto uscire verso ottobre. E invece no, ha fissato la data al 6 gennaio. Una furbata, certo: quando, passato il Natale, si vende meno, loro venderanno migliaia e migliaia di copie. Però far aspettare 6 mesi per una traduzione mi pare davvero una crudeltà. Così, quando in estate venni a  conoscenza dei programmi editoriali della Salani, decisi che non ero intenzionato ad aspettare 6 mesi e comprai il sesto libro in inglese. L’ho letto tre volte e lo trovo meraviglioso. Mi manca solo il non aver partecipato ai riti collettivi dell’uscita del libro, all’impazienza, alla calca in libreria, alla magia (sì, magia) di tutto questo…
Bè, buona lettura a che lo legge per la prima volta! Poi ne parliamo, eh…

Un piccolo pensiero di Baggins | 09:18 | commenti (7)

martedì, 03 gennaio 2006

Or bene, MonicaBionda mi ha coinvolto nell’ennesima catena via blog. Partecipo, ma evito di coinvolgere altre persone, chi ha voglia si accodi! Ah, premessa: ho scritto senza troppo riflettere, le prime cose che mi sono venute in mente (anche perché in caso contrario le sezioni “libri” e “film” sarebbero state troppo difficili…).

Sette cose che spero di fare prima di morire
1 – Avere un lavoro che amo a tal punto da stupirmi che mi paghino per farlo
2 – Abitare a New York, anche solo per un po’

3 – Trascorrere una notte intera DA SOLO al Musée National d’Art Moderne di Parigi e al Moma di New York (magari anche al Guggenheim, perché no)
4 – Conoscere Kylie Minogue
5 – Fare bungee-jumping
6 – Girare il mondo in lungo e in largo
7 – Altri 2 tatuaggi


Sette cose che non so fare
1- le diete
2- omologarmi
3- leggere la musica
4- entusiasmarmi davanti a neonati e/o bambini piccoli (o anche solo fingere entusiasmo)
5- nessun tipo di operazione matematica
6- restare impassibile davanti alla altrui stupidità
7- avere uno straccio di autostima


Sette cose che mi piacciono del/la mio/a ragazzo/a

-non pervenuto-


Sette cose che dico spesso
1- Orpo!
2- Malvagio…
3- Che fatica esistere!
4- Mavaccagare
5- Piuttosto di niente, è meglio piuttosto
6- Oh, bè

7- Ciò che non ammazza ingrassa

 

Sette libri che amo
1- “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien
2- “La versione di Barney” di Mordecai Richler
3-  “Due sulla strada” di Roddy Doyle
4- “Il mago di Oz” di Frank Baum
5- “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel García Márquez
6- “La dama e l’unicorno” di Tracy Chevalier
7- “Harry Potter” (tutti, il settimo sulla fiducia) di J.K. Rowling
 

Sette film che amo e rivedrei in continuazione
1- Big Fish
2- Train de vie
3- Svegliati Ned
4- Love Actually
5- Chi ha incastrato Roger Rabbit?
6- Shakespeare in love
7- A qualcuno piace caldo

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:49 | commenti (11)

domenica, 01 gennaio 2006

Dialogo Mattutino In Cucina


«Buongiorno»
«…»
«Ho detto: buongiorno!»
«…»
«Cosa c’è? Potresti anche rispondermi, sai?»
«…»
«Dai, ti prego, parlami… almeno tu…»

«Ehm, il fatto è che io sarei uno yogurt»

«Certo, lo so, ti ho scelto io tra tanti altri yogurt al supermercato!»

«E adesso mi vuoi mangiare»

«…oh… ma non è detto, magari se diventiamo amici posso rivedere le mie posizioni! Allora, cosa mi racconti?»
«Sono uno yogurt»
«Eh, OK, questo lo sapevo. Altro?»

«Sono uno yogurt al caffè»

«Sì, certo, pesi anche 150 grammi, lo so. Raccontami qualcosa di più personale»

«Fino a due minuti fa stavo nel frigo con tanti altri yogurt»

«E…»

«E prima venivo dal caseificio f.lli Bergamin che si trova in via Molinetto 76 a Borso del Grappa, in provincia di Treviso»

«Sono bei posti?»
«Non lo so. Dallo stabilimento sono stato caricato su un camion insieme a tantissimi altri yogurt e sono stato scaricato in un banco frigo del Penny Market»
«Notevole, e poi?»
«Ma sei scemo? Poi sei arrivato tu, mi hai messo nel carrello, poi alla cassa, in un sacchetto, nel bagagliaio della Micra ed infine nel tuo frigo»
«Bè, è una vita interessante»

«Oh, non ti dico! Adesso tu mi mangerai e butterai il mio vasetto nella pattumiera»

«Ma non è detto, dai. Cos’altro mi racconti?»

«Scado il 23 gennaio»

«Non riesci proprio a raccontarmi qualcosa di più personale?»

«Per 100g di prodotto ho un valore energetico di 120 kcal, contengo 3,1g di proteine, 15,0g di carboidrati e 3,3g di grassi»
«Ho capito. Almeno mi fai un complimento che ne ho tanto bisogno?»
«OK: dovresti proprio cominciare a mangiare yogurt magri e smetterla di divorare biscotti al cioccolato»

«Non è un complimento!»
«Ma io sono sincero! Senza coloranti, né conservanti»
«Almeno mi abbracci forte forte?»

«Tu ti sei bevuto il cervello! Non lo capisci proprio che sono uno yogurt?»

«Per me non è un problema, posso diventare anche yomosessuale per te. Abbracciami»

«Sono uno yogurt… non ho le braccia…»

«Abbracciami, ho detto!»

«…non posso…»

«Abbracciami subito o ti mangio e poi accartoccio il vasetto vuoto!»

«…mi stai facendo paura…»

«ABBRACCIAMI!!! Amami!!!»

«Non… non posso davvero…»

«L’hai voluto tu! SLURP!»

Un piccolo pensiero di Baggins | 08:40 | commenti (15)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

I miei vicini di casa

» Pensiero Libero
» ranafatata
» Eliseth
» That's life
» Caro D.
» L'orso elettrico
» blurmf
» La ballerina
» Helmut & Khyes
» Odiosa (che invece è tanto cara)
» mev@
» calzino spaiato
» Silviettina
» Pillow
» Il Mignolo col Prof
» Chiarulli @ Londinium
» Marika B
» Smalltown Boy
» Monica Bionda
» Papo
» keroppakerokero
» aletta&kossino
» Gommosa
» I Puffi!

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