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Tra le varie forme di suicidio legalizzato, la mia preferita è senza dubbio quella di entrare in un negozio di “Cose Dolci e Rigorosamente Caloriche” e aggirarmi tra gli scaffali cercando il modo più lussuriosamente peccaminoso per farmi del male. Mi soffermo a lungo davanti agli espositori di cioccolato, c’è proprio di tutto: tavolette di fondente al 50%, al 70%, al 90%, al 99%, al 150%, una specie di antimateria al cacao. E poi le tavolette aromatizzate, scatole di praline, cioccolatini ripieni alla crema o ai superalcolici. Resto un po’ davanti a questi ultimi, prendo in mano la confezione, la soppeso e già mi vedo con la mano ad artiglio mentre la affondo fino al gomito nella scatola, la estraggo piena di delizie e me la ficco in bocca impiastricciandomi tutto. Mah, non so se poi farei una bella figura davanti a chi ritroverà il mio cadavere. Lascio perdere, passo distrattamente nel reparto merendine e snack, ignoro bellamente le caramelle e entro nel reparto biscotti. E li vedo subito, sì, loro, mia gioia e mia perdizione, i biscotti danesi al burro. Burro sotto forma di biscotto passato appena appena nel forno. L’inconfondibile scatola rotonda di metallo, chiusa con un nastro adesivo quasi invisibile, nastro da sollevare appena con l’unghia e poi levare delicatamente, quasi un gioco erotico mentre la scatola piano si schiude e il nastro sottile cede, facendo solo una leggera resistenza che è più un preliminare, più una risatina compiaciuta, che un vero tentativo di opporsi. Si spande subito il profumo del burro e dello zucchero, sfacciato, lascivo, allo stesso tempo casto e perverso: la Lolita di tutti i profumi. E tolto il coperchio, ecco l’ultimo falso pudore: i biscotti sono coperti da una velina quasi trasparente, candida come la biancheria intima più sfrontata; basta un soffio, un pensiero perché scivoli via e riveli loro, i biscotti, adagiati arrendevoli nei loro letti di carta immacolata, sovrapposti a gruppi di 3… quelli semplici rotondi, quelli rigati, quelli squadrati, quelli a ferro di cavallo richiuso, quelli a forma di pretzel, quelli ricoperti di grani di zucchero. No, no, sono sopraffatto, incapace di resistere. Afferro la scatola, la guardo e scopro che è “nuova formula a basso contenuto di colesterolo”. La rimetto sullo scaffale con una risata divertita, cerco una confezione di “Classic Danish Butter Cookies”, la trovo, la stringo a me, corro alla cassa e poi subito a casa. E mentre finisco di scrivere mi rendo conto che il primo livello di biscotti è già notevolmente calato. Oh, che meraviglia! Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:29 |
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sabato, 28 gennaio 2006
Esco dall’ospedale piuttosto depresso, salgo in bici e come nei migliori film di serie B inizia a piovere. È un cliché, non ci faccio nemmeno caso. Pedalo, arrivo a casa, faccio pipì, faccio partire un bucato, mi cambio, accendo il computer, mi siedo e sto per iniziare a scrivere quando…
«Ehm…» «Chi c’è? Chi è in casa?» «Sono io..» «Io chi?» «Ma come “chi”? Sono la tua coscienza, non mi riconosci?» «Accidenti a te, mi hai fatto prendere uno spavento!» «Scusami. Ma ci tenevo a dirti che non condivido ciò che stai per scrivere» «E allora?» «E allora dato che sono la tua coscienza è mio dovere fartelo presente. Fa parte dei miei compiti» «Ma tu negli ultimi anni non sei stata in un centro di disintossicazione per coscienze alcolizzate?» «Bè, sì… ma…» «Ma un corno, senti che alito! Chissà cosa ti sei tracannata per strada, eh? Via, via, torna dalle coscienze alcoliste anonime!» «Vabbè… ci vediamo…» «Sì, certo…» Dunque, cos’è che volevo scrivere? Ah, sì: stasera sono così profondamente, angosciosamente, irrimediabilmente solo che sarei pronto ad uccidere per un abbraccio. Non importa da chi -una donna, un uomo, Maria De Filippi- purché fosse un contatto, un “non-più-solo-io”. Ecco.
Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:07 |
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giovedì, 26 gennaio 2006
C’è un non so che di bello nel tornare in bicicletta dall’ospedale sotto una nevicata fenomenale, mentre la città è bloccata e tu ti muovi tra macchine incolonnate, tra automobilisti che imprecano e bestemmiano, tra clacson che protestano, tra pedoni che scivolano, si aggrappano l’uno all’altro e maledicono il tempo e la neve, la neve che cade e cade, cade ed imbianca tutto, tutto copre, copre e restringe le strade, ne nasconde i dislivelli, rende scivolosi i marciapiedi, crea tranelli, la neve candida ed infingarda, la neve che i passanti, gli automobilisti, i negozianti già odiano, la neve contro cui tutti inveiscono e io in bicicletta che pedalo, le ruote fanno scricchiolare il tappeto di neve bianca, neve che tutto copre, neve che stanotte sarà ghiacciata e domani sarà fanghiglia, ma intanto è bianca, fresca, fragrante come manna inattesa che sazia la mia fame di contrasti. E mentre la città grida il suo scontento io canto, chiuso nel cappuccio, pedalando nella neve, canto “Your disco needs you” di Kylie, ovviamente di Kylie, che è la canzone più allegra che mi venga in mente «So let’s dance through all of this / war is over for a bit / the whole world should be moving / Do your part: cure a lonely heart…» e canto e mentre canto sento annidata dietro all’ostentata esplosione di allegria della canzone un’ombra appena accennata di tristezza, struggente, un’ombra che forse voi non riuscireste a vedere, perché non conoscete Kylie come me, non la amate come me. È l’ombra nelle rughe impercettibili di chi ha vissuto più di quanto avrebbe voluto, l’ombra che delimita il passaggio dal momento in cui la neve è solo gioia, candore, felicità al momento in cui è un impiccio, un fastidio, un bel problema in città, diamine, col traffico e tutto il resto. Ma non è sere di ombre per me, no, è sera di pedalata nella neve cantando, cantando canzoni allegre, mentre la neve cade e cade e cade. Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:35 |
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lunedì, 23 gennaio 2006
Bene, finalmente io e i miei genitori ne abbiamo parlato e siamo arrivati all’unica scelta sensata. Scelta che, tra l’altro, avevo già maturato negli ultimi mesi. Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:17 |
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sabato, 21 gennaio 2006
Sì, è vero, lo ammetto, sto cominciando a diventare misogino. Un
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08:32 |
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mercoledì, 18 gennaio 2006
In effetti se quella volta a Dio fosse veramente stato a cuore Adamo e si fosse realmente preoccupato del fatto che era solo, non avrebbe creato Eva, ma altri 3 uomini, una Play Station e una vasta gamma di giochi in multiplayer. E per la riproduzione della specie avrebbe trovato qualche soluzione più pratica, quale la gemmazione spontanea o la partenogenesi. Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:02 |
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lunedì, 16 gennaio 2006
Cercare di rilassarsi facendo yoga con un gatto giocherellone e curiosissimo in casa è quasi impossibile. Se mi sdraio con gli occhi chiusi per fare esercizi di rilassamento e di respirazione lui arriva a snasarmi la faccia per vedere se sono ancora vivo. Se mi siedo a gambe conserte o tento la “posizione del loto” lui salta felice nell’accogliente cavità offerta dalle gambe incrociate. Se infine inizio il ciclo degli alberi e trovo l’equilibrio su una gamba tenendo le braccia tese e leggermente distaccate dal corpo, lui fa dei salti incredibili per raggiungere le mani (come dire: «chissà cosa tiene stretto tra indice e pollice?»). Vabbè, per fortuna le fusa di un gatto contento sono altrettanto rilassanti… Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:07 |
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sabato, 14 gennaio 2006
Ed eccomi gia tornato a Brescia, alla “vita” di tutti i giorni. Ogni volta che vado a Padova porto qualcosa e prendo qualcos’altro, faccio un cambio di vestiti, di CD, di libri e DVD. Qui a Brescia ho pochissimo spazio che si intasa facilmente, ma mi fa piacere avere con me qualcosa di mio, così anche ieri me ne sono ripartito con libri, CD e DVD che mi faranno compagnia nelle prossime settimane. Tra le varie cose ho preso anche la confezione di preservativi che tengo nel cassetto del comodino. Ho pensato che non usarli lì o non usarli qui è la stessa cosa, ma averli con me mi ricorda che avevo una vita, che in quella vita ogni tanto succedevano cose carine e mi fa sperare che non mi sia dimenticato come si fa (confido che sia come andare in bicicletta…). E poi averli con me è una botta di autostima, via, mi sento un po’ più uomo e un po’ meno elfo domestico. Insomma, tirandoli fuori dalla valigia ieri sera ho controllato la confezione: ce ne sono ancora 4 e “scadono” nell’agosto 2007. Arriveranno integri alla data di scadenza o saranno usati prima? Chissà… Un
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10:36 |
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giovedì, 12 gennaio 2006
E in barba allo sciopero dei treni (partendo alle 6 da Brescia...) sono riuscito a fare una puntata veloce a Padova per uno dei seminari di Dottorato. Sono in quella che sarebbe la mia casa, la mia gelida casa, ma dove ci sono tutte le mie cose... e penso che da quando sono diventato proprietario di queste 4 mura ho abitato più a Brescia che qui. Penso che forse qui non ci abiterò più, penso a vendere, a ritrasferirmi a Brescia, a ricominciare di nuovo da zero. E proprio quando sottile si insinua la malinconia, penso anche che mi attende una giornata bellissima, nella quale vedrò qualche amico, pranzeremo insieme da Mc Donald's, passeggeremo per il centro, ridereremo, scherzeremo... e no, oggi proprio non c'è spazio per la tristezza!
Un
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09:39 |
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martedì, 10 gennaio 2006
Ieri la mamma ha lasciato l’ospedale nel quale si trovava da ottobre ed è entrata in una nuova struttura dove si spera possa iniziare la riabilitazione. Come ogni trasferimento (da aprile è il settimo), ci sono nuove facce da conoscere, ritmi ed abitudini da imparare e via dicendo. Ma una cosa ci ha colpito subito. All’ora di pranzo si accende un altoparlante in ogni stanza e parte la voce della suora caporeparto: Un
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10:14 |
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domenica, 08 gennaio 2006
Le casalinghe disperate mi fanno una pippa. Al di là che ho trovato la prima stagione televisiva abbastanza scontata, non sono né vere casalinghe, né veramente disperate… insomma, io c’ho solo da insegnare a quelle lì! Ecco, quindi alcuni suggerimenti casalinghi da non sottovalutare: Un
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09:23 |
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venerdì, 06 gennaio 2006
E così oggi finalmente esce in Italia “Harry Potter e il Principe Mezzosangue”, sesto capitolo della saga. Un
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09:18 |
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martedì, 03 gennaio 2006
Or bene, MonicaBionda mi ha coinvolto nell’ennesima catena via blog. Partecipo, ma evito di coinvolgere altre persone, chi ha voglia si accodi! Ah, premessa: ho scritto senza troppo riflettere, le prime cose che mi sono venute in mente (anche perché in caso contrario le sezioni “libri” e “film” sarebbero state troppo difficili…). Sette cose che spero di fare prima di morire -non pervenuto-
Sette libri che amo
1- “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien 2- “La versione di Barney” di Mordecai Richler 3- “Due sulla strada” di Roddy Doyle 4- “Il mago di Oz” di Frank Baum 5- “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel García Márquez 6- “La dama e l’unicorno” di Tracy Chevalier 7- “Harry Potter” (tutti, il settimo sulla fiducia) di J.K. Rowling Sette film che amo e rivedrei in continuazione 1- Big Fish 2- Train de vie 3- Svegliati Ned 4- Love Actually 5- Chi ha incastrato Roger Rabbit? 6- Shakespeare in love 7- A qualcuno piace caldo Un
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17:49 |
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domenica, 01 gennaio 2006
Dialogo Mattutino In Cucina
Un
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08:40 |
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