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E così son diventato proprietario di una casa qui a Bresciablanca. Un
piccolo pensiero di Baggins
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09:35 |
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sabato, 27 maggio 2006
Bello, bello, bello, bello, bello, bello...
e bello, bello, bello, bello, bello, bello...![]() Che, insomma, quando ho visto Brokeback Mountain non ho pianto, ma con questo una lacrimuccia m'è scappata... bello, bello, bello, bello, bello, bello!!! Un
piccolo pensiero di Baggins
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16:37 |
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mercoledì, 24 maggio 2006
Abitando in una piccola città sapevo che prima o poi ci saremmo incontrati ancora, ma nella mia mente quell’incontro era sempre coreografato, drammatizzato, quasi allestito come atto finale di una rappresentazione teatrale. Soprattutto era lontano nel tempo, in un futuro sfuocato e indefinito. Non ero pronto a vederti stamattina. La tua macchina si accosta alla mia mentre il semaforo diventa rosso, ci fermiamo, ci guardiamo, ci riconosciamo. Riconosco prima la tua macchina blu notte, il colore del cielo che mi salutava quando a tarda sera lasciavo casa tua ubriaco di te, quel cielo che mi pareva luminoso mentre attraversavo la città sentendo ancora su di me i brividi del piacere, di una felicità inesprimibile. Ci guardiamo per un istante che sembra eterno, i miei occhi nei tuoi, quei tuoi occhi così scuri, profondi, espressivi. E mi sorridi con la sincerità che ti contraddistingue. Non mostri imbarazzo né disagio: è un sorriso autentico, sorgivo. Sorrido a mia volta e intanto non distinguo più te, lì nella tua macchina blu notte, dai ricordi di noi. Non c’è distanza, non c’è tempo, ci siamo solo noi due abbracciati, stretti, fusi insieme, ci sono le mie mani, le mie dita che imparano le linee del tuo viso, ci sono le mie labbra che percorrono quelle linee ancora ed ancora, c’è il mio perdermi in te. E le tue labbra, le tue mani che stringono nodi ed intessono la trama di un legame. Le stesse mani che poi lo recidono da un giorno con l’altro lasciandomi privo di qualcosa che fino a poco prima non sapevo di possedere. Io nudo, svuotato e tu lì, nella tua macchina blu notte. Abbassiamo i finestrini «Come stai?» mi chiedi. Come sto? Al di là che ho lasciato il cuore e la mente incagliati tra le pieghe del tuo corpo, che ti penso tutti i giorni, che non sono ancora guarito da te, che sei come un’infezione che lentamente s’è fatta strada in me e ancora oggi, a distanza di quasi 2 mesi, mi sveglia la notte per il male? Come sto a parte che ora vorrei solo gridarti «Lascialo, lascia quell’altro e riproviamo io e te!», che vorrei scendere dalla macchina e stringerti e baciarti e respirare il tuo odore e dimenticare questo non tempo senza te? Come sto? «Bene -rispondo- sono in pieno trasloco». Ci diciamo più cose possibili nel breve tempo che abbiamo, poi il semaforo diventa verde. Non parto, non parti neanche tu. Dietro qualcuno suona. Ingraniamo e ci muoviamo salutandoci «A presto!» «Ci sentiamo» e tutte quelle frasi lì. Con la coda dell’occhio vedo che ti giri a cercare il mio sguardo ancora una volta. Tiro dritto e non mi giro, ho un nodo alla gola che a fatica respiro. Un
piccolo pensiero di Baggins
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18:08 |
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martedì, 23 maggio 2006
Trovandomi stranamente con 2 ore libere, decido di approfittarne per andare a comprare dei jeans. Arrivo nel negozio abituale e cerco i miei soliti Levi’s taglia 36. Non ci sono del colore che desidero, così chiedo aiuto ad una commessa la quale, gentilissima, mi dice di averli in magazzino. «A guardarla direi che potrebbero starle bene anche di una taglia in meno -mi dice la commessa- perché non li prova mentre io scendo a prenderle gli altri?» Bè, penso, in questi mesi sono un po’ dimagrito, provare è gratuito… perché no? Così prendo dei Levi’s taglia 34 e mi chiudo nel camerino. Sono un po’ scettico mentre li infilo, ma poi noto con piacere che mi entrano senza attrito: aderiscono un po’ sulle cosce, ma in vita vanno a meraviglia, si chiudono alla perfezione senza dover nemmeno trattenere il fiato. Dando le spalle allo specchio giro la testa, mi guardo e rimango letteralmente folgorato: come mi stanno bene!!! Novello Narciso mi soffermo sulla forma michelangiolesca del mio sedere fasciato ed esaltato dai jeans taglia 34: sodo, perfetto… abituato ai miei soliti jeans sformati, cadenti, con le tasche slabbrate da portafogli e telefonino non pensavo di possedere tutto quel bendiddio! Incredulo passo una mano sulla tela chiara e su quel capolavoro di forme in denim; mi perdo in un momento di assoluta autostima, mi contemplo e mi celebro. «Come le stanno?» La voce della commessa rompe l’incantesimo e mi riporta alla realtà. «Mi pare bene» rispondo aprendo la tenda del camerino. La commessa abbassa il suo sguardo professionale sui jeans e lì vedo il suo sorriso spegnersi e gli occhi sgranarsi «Ecco -dice con malcelato imbarazzo- forse è meglio qualcosa di un po’ meno fasciante…». Mi giro e mi guardo. Accidenti, è vero! Un qualsiasi slippino da bagno lascerebbe più spazio all’immaginazione! Nei paesi bassi il jeans taglia 34 ha un effetto vagamente osceno e maliziosamente, ostentatamente pruriginoso. «Sì, forse ha ragione» rispondo con un fil di voce alla commessa mentre retrocedo verso il camerino e mi richiudo dentro. Un ultimo sguardo nello specchio, un sospiro, poi provo i Levi’s taglia 36: comodi, larghi, un po’ abbondanti. Presi. Un
piccolo pensiero di Baggins
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13:38 |
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domenica, 21 maggio 2006
Con la vendita della casa di Padova e il trasloco fissato per il 6 e 7 giugno, inizia quello che sarà un periodo di fuoco. In settimana avrò il rogito per la casa nuova qui a Bresciablanca. La casa è ovviamente da imbiancare, senza contare tutta una serie di lavoretti di ordinaria manutenzione da fare. Ho cominciato a coordinare i vari operai: ieri l’imbianchino (uguale a Bruce Willis, solo con gli occhi azzurri), in settimana il tapparellista e via così. A Padova devo inscatolare tutto in vista del trasloco, fare le volture dei contratti, disdire il telefono ecc. ecc. Il tutto condensato nel fine settimana, dato che ho anche la normale routine casalinga qui a casa dei miei: spese, bucati, stirare, lavare, cucinare (cucinare il doppio quando vado a Padova, così da lasciare tutto pronto per mio papà che a malapena si sa preparare il caffè…). Senza tralasciare i pomeriggi in ospedale con la mamma. E magari ogni tanto respirare. Un
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10:26 |
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venerdì, 19 maggio 2006
Così tra qualche minuto indosserò la mia giacca blu da occasione formale, ma non eccessivamente elegante (per quelle c’è il completo grigio), attraverserò la città che amo, Padova, entrerò nello studio del notaio Pinco Pallino e venderò la mia casa. Come ho già detto da un lato sono sollevato: dovevo vendere e sono riuscito a farlo nei tempi giusti. Dall’altro ho addosso un magone! Anche se sono mesi che metabolizzo il mio distacco da Padova, solo ora mi rendo conto che lo sto facendo davvero. Si chiude un’altra fase della mia vita, i 13 anni più belli, fatti di amicizie, studio, esperienze lavorative e un’assoluta, spensierata, quasi incosciente libertà. Un
piccolo pensiero di Baggins
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08:03 |
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mercoledì, 17 maggio 2006
OK, OK, la qualità di un prodotto non è direttamente proporzionale alla qualità della sua pubblicità, lo so. Però… Però, ecco, sono da più di 8 anni utente Vodafone (da quando ancora era Omnitel) e in tutto questo tempo non solo ho apprezzato le tariffe, le promozioni, il servizio clienti ecc. ecc. della stessa Vodafone, ma mi compiacevo della pubblicità televisiva o non nella quale campeggiava una burrosa, eccessiva, fumettosa Megan Gale. La Megan Gale, cara, si arrampicava su palazzi, girava per città non identificate e in modo allusivamente surreale ti faceva capire che lei era «tutointornoate». E a me piaceva, la cavallona australiana, ero quasi fiero di essere fruitore della compagnia telefonica da lei sponsorizzata. Malattia mentale, non ho problemi ad ammetterlo. Un
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16:11 |
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martedì, 16 maggio 2006
Sono in terrazza a stendere il bucato quando tra le lenzuola che si agitano al vento intravedo un’ombra. Bene, penso, è Gianluca Vialli che mi offre un pacchetto di 3 mesi di Sky! Invece no, è solo la signora dell’ultimo piano. Un
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08:16 |
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domenica, 14 maggio 2006
Non ho mai creduto negli oroscopi. A dirla tutta negli ultimi mesi ho perso la capacità di credere in ciò che non posso vedere, toccare o verificare: credo nella stupidità umana, per esempio, ma ho dei problemi a credere in una volontà superiore o nei polifosfati. Lo so, la cosa fa molto san Tommaso, ne prendo atto. Ma parlavamo di oroscopi. Dunque, qualche giorno fa mi sono imbattuto in un oroscopo che recitava più o meno così (riporto a senso, dato che non parlo oroscopese non conosco i termini tecnici esatti): «Sagittario: negli ultimi mesi Saturno vi ha messo duramente alla prova ostacolandovi in tutto e rendendovi la vita un inferno. Bene, ora Saturno s’è levato dalle balle e per voi inizia un periodo positivo di risultati immediati e grandi soddisfazioni». Ora, devo ammettere che recentemente mi sono sentito piuttosto bene, o quantomeno meglio rispetto a certi abissi di angoscia provati nei mesi scorsi. E intorno a me le cose hanno cominciato a prendere una piega inattesa: la mamma sta meglio e forse potrà riprendere a breve la riabilitazione nella speranza nel giro di qualche mese di poter tornare a casa. Giovedì sono stato a Padova e proprio quando mi ero rassegnato all’idea di non riuscire a vendere casa in tempi utili, mi sono trovato con un preliminare di vendita firmato, un assegno sostanzioso e la data del rogito fissata per fine mese, nei tempi giusti quindi per non acquistare la casa di Brescia come seconda casa (con annessi e connessi di tasse di seconda casa, muto con tassi maggiorati ecc. ecc.). Insieme ho trovato la ditta per il trasloco e l’imbianchino per l’appartamento di Brescia. A completare il quadro, venerdì sera la momentanea riapertura di un ex-file per uno di quei bei momenti di sano, appagante sesso senza complicazioni tra adulti coscienti e consenzienti come non succedeva da tanto tempo. Un
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10:04 |
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giovedì, 11 maggio 2006
Guidando oggi alla volta di Padova pensavo che ascoltare “Can’t get you out of my head” di Kylie in macchina renderebbe meglio con la carrozzeria gialla. Posso sempre maneggiare la leva del cambio in modo malizioso come fa lei nel video, certo, ma preferirei avere una macchina con la carrozzeria gialla come la sua nel video, appunto. Un
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10:02 |
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mercoledì, 10 maggio 2006
Ospedale, ieri pomeriggio. La mamma fa il riposino abituale, al risveglio l’aiuto a scendere dal letto, la porto in bagno a pettinarsi, le vado a prendere il tè, guardiamo “Una mamma per amica” in TV e poi, dato che il tempo non è bello, invece della passeggiatina in giardino ci mettiamo a leggere. Lei ha il suo libro di Anne Tyler e io “Le Cronache di Narnia” di C.S. Lewis. Un
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10:15 |
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martedì, 09 maggio 2006
Oggi l’ho evitato. Per un pelo, ma l’ho evitato. Un
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10:03 |
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sabato, 06 maggio 2006
OK, le premesse sono un po’ lunghe, ma doverose, abbiate pazienza. Un
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16:58 |
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venerdì, 05 maggio 2006
Ah, i rimedi della nonna! Un
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16:46 |
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giovedì, 04 maggio 2006
E comunque, riagganciandomi al post di ieri, un complimento fa sempre piacere. Ieri pomeriggio, infatti, ero in ospedale come ogni giorno a far compagnia a mia mamma e dato che era una bella giornata, l’ho portata in giardino per prendere un po’ di sole. Sono lì che spingo la sedia a rotelle chiacchierando del più e del meno quando arriva in direzione opposta un’altra carrozzina. L’occupante mi guarda ed indicandomi col dito esclama: «Lù, ma se l’è un bell’om lù lé!» (dall’idioma locale: lui, ma che bell’uomo lui lì!). Ecco. Poco conta che la signora in questione, che ha visto due guerre mondiali, la monarchia e qualcosa come dieci papi, abbia tagliato da un bel po’ il traguardo del suo secondo secolo di vita ed abbia un Alzehimer conclamato e potentissimo. Un
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08:37 |
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mercoledì, 03 maggio 2006
Zappingando ieri sera nella disperata ricerca di qualcosa di anche lontanamente guardabile in TV, che mica tutte le sere sono come il lunedì che c’è Lost, insomma, sono capitato su Rai 1 nell’ennesima replica di un qualche commissario Montalbano. E lì la domanda che spesso mi pongo: perché Zingaretti, basso, calvo, peloso e leggermente soprappeso è considerato un sex symbol? Riformulo meglio la domanda: perché lui sì e io no? Ho le stesse caratteristiche, anzi, ho persino meno borse sotto gli occhi di lui, però lui è sulle riviste come modello di “bellezza non convenzionale” e “indubbio fascino”, mentre io sono solo uno basso, calvo, peloso e leggermente soprappeso di cui nessuno elogia la non convenzionale bellezza e l’indubbio fascino. Ah, le ingiustizie della vita! Non trovando altre risposte a questa fondamentale domanda, ho lasciato Montalbano a risolvere i suoi casi e mi sono guardato un paio di episodi di Scrubs in DVD. Un
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07:53 |
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