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Autobus di Bresciablanca. Sono aggrappato ad un sostegno in fondo mentre l’autista si impegna a dimostrare a noi utenti che lui prima di diventare autista di autobus di linea era un corridore di rally. Vabbè, tra uno strattone e l’altro mi ritrovo ad ascoltare una conversazione tra due adolescenti spaparanzati negli ultimi posti del bus. Un
piccolo pensiero di Baggins
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16:27 |
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domenica, 30 luglio 2006
Torno or ora da 48 ore trascorse a Padova, la mia Padova. Come mi ci voleva! Ho visto tanti amici, in 2 sere ho avuto 2 inviti a cena, ho passeggiato per la città, ritrovato i miei negozi ed itinerari… ho trascorso una notte (e una mattina) nella quale ho realizzato che l’oroscopo è veritiero e le stelle non stanno a guardare, ma si danno da fare (si veda poco più sotto il post del 24). Un
piccolo pensiero di Baggins
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16:55 |
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mercoledì, 26 luglio 2006
Il mio cervello ha deciso di andare in vacanza. Ha esposto sulla nuca il cartello “Chiuso per Ferie” e se n’è andato, lui che può. Capisco che il mio cervello è in clima vacanziero perché in questi giorni mi richiede dosi massicce di musica chillout & house, da Basement Jaxx a Fat Boy Slim, da Mylo a Stylophonic e via dicendo. Cerco di convincere il mio cervello che dato lo stato di assoluta frustrazione e prostrazione umana nella quale mi trovo sarebbe ben più indicato un album degli Staind o magari degli Stone Temple Pilots… o, anche, senza essere così estremi, uno di quei bei, robusti album di Billy Joel come “Storm Front” che esprime tanto bene la rabbia vigorosa e motivata di un uomo deluso, ma non sconfitto (ah, grande Billy Joel!). E invece no. Solo house, dance, roba ritmata che come la metti su la testa parte a tenere i ritmo e se sono in macchina le dita tamburellano il volante e la mia Micra sembra una dependance di un club di Ibiza. Vabbè, spero che il cervello torni riposato dalle ferie e, intanto, non posso farci nulla… Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:42 |
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lunedì, 24 luglio 2006
Dunque, secondo il mio infallibile oracolo, io, Sagittario di prima decade, dal 20 luglio a tutto agosto dovrei essere irresistibilmente irresistibile e fascinosamente affascinante e ciò dovrebbe portare non solo a trovare il grande amore della mia vita, ma ad inauditi, pirotecnici sviluppi copulatori. E allora? Domani è già il 25 e qui ancora non si batte chiodo! Un
piccolo pensiero di Baggins
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16:19 |
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venerdì, 21 luglio 2006
Esco dal Ricordi Megastore, che sono andato a vedere se c’erano promozioni, modi interessanti per buttar via un po’ di euri e tutte quelle cose lì. Esco, dicevo, faccio un passo e
«Ciao, ciao!» «Ehm… ciao» «Una domanda, una sola! Hai pregiudizi contro i giovani come me che sono usciti da comunità di recupero?» «No, anzi! Ho fatto per anni volontariato in una comunità di recupero. Ho pregiudizi contro la gente che mi ferma per strada senza un motivo» «Eh, dai, un motivo ce l’ho. Ti volevo lasciare questo omaggio» «Non è un omaggio. Se lo prendo vuoi un'offerta, se non lo prendo mi bestemmi dietro» «Eh, dai, un’offertina» «No, guarda, sono senza lavoro anch’io, dovesti fare tu l’offerta a me» «Eh, dai, c’hai pure il sacchetto di Ricordi! I soldi per i CD ce li hai, però» «Hai ragione, ho una dipendenza. Spero tu non abbia pregiudizi contro i giovani come me che hanno delle dipendenze» Riesco a sfuggire, faccio un passo e «Capo!» «Scusa?» «Ciao, capo! Prendi libro di Africa» «Intanto non sono il capo di nessuno, manco di me stesso…» «Prendi libro di Africa» «Senti, esco proprio ora da un Megastore che al secondo piano ha una libreria discretamente fornita. Avessi voluto un libro l’avrei preso lì» «Questo libro di Africa, prendi libro di Africa» «Ma no che non lo voglio il libro di Africa» «Allora tu dai me soldi, fratello, che io studente. Pemmangiare» «Capisco, son stato anch’io studente lavoratore. Io però lavoravo da McDonald’s e non rompevo i marroni -scusa, non voleva essere una battuta razzista- alla gente in giro!» Sfrutto il momento di apparente smarrimento, mi volto, faccio un passo e «Hei, una domanda: ti piace leggere?» «Cosa sei, di Mondo Libri?» «Sì, perché?» «Ho già la tessera» «Splendido! Allora se mi segui in negozio, abbiamo delle promozioni che…» «No, senti, non è vero che ho la tessera. Ma di solito quando dico così a quelli della tua setta mi lasciate andare con un sorriso. Ti prego, lasciami andare, anche senza sorriso…» «Bè, se non hai la tessera potremmo farla! Se mi segui in negozio…» «Non per offenderti, ma in questo momento non ti seguirei nemmeno se tu fossi Gesù Cristo e ci trovassimo sulle rive del lago di Tiberiade intorno al 30 d.C. Niente di personale, eh» Dovrei proporre al Ricordi Megastore di vendere degli sfollagente o dei machete. Andrebbero a ruba! Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:05 |
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giovedì, 20 luglio 2006
Meteo 5: «bel tempo su tutta Italia con temperature fino ai 37 gradi nelle città, l’umidità in aumento renderà la temperatura percepita più alta di quella effettiva, correnti di aria calda porteranno ulteriore afa…» cioè, me lo chiamate “bel tempo”? Per me il bel tempo sono i 25 gradi che stai bene in jeans, camicia e scarpe di tela e la sera ti metti sulle spalle un golfino di cotone. Questo NON è bel tempo, è l’anticamera dell’inferno.
I signori meteorologi dovrebbero rivedere il proprio lessico… a me “tempo infernale” o “diabolico” sembra senza dubbio più indicato e descrittivo. Un
piccolo pensiero di Baggins
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12:16 |
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martedì, 18 luglio 2006
Il gatto di casa ha un nuovo nome.
Ma andiamo con ordine. Ieri sono passato all’Ikea a prendere ninnoli e amenità varie per la mia nuova casa; verso l’uscita, prima del self service dei mobili, c’è uno scaffale di oggettistica per animali: ciotole, cucce, giocattoli e ogni tipo di superfluità. Mi cade l’occhio su dei giocattoli per gatti che mi paiono carini: sono pupazzi a forma di topo, pesce, ape ecc. ne prendo uno e vado alla cassa. Tornato a casa il gatto mi viene incontro come al solito. Poi si immobilizza, fiuta e mi si attacca alle gambe miagolando con insistenza. «Cosa c’è?» gli chiedo. E lui «Maaaaoooooaoo» che in gattese sta per «Lo so, lo so che hai lì qualcosa per me e lo voglio!» (il gattese è una lingua piuttosto concisa) «Vabbè, gatto -gli rispondo io- aspettiamo torni a casa papà e poi te lo diamo insieme» «Maaooho» (in gattese: «Eh no, niente stronzate, lo voglio adesso!»). Metto il giocattolino su una mensola in alto e vado a fare cose. Il gatto si apposta sotto la mensola, miagola, miagola ancora, miagola in modo insopportabile, ogni tanto abbandona la mensola e viene da me guardandomi con le pupille dilatate e miagolando in modo quasi sofferente (come dire «Dammelo, ti preeeeeeeego…») ma io sono risoluto ed implacabile. Torna a casa mio papà e come lui arriva in cucina prendo il pupazzo e lo lancio al gatto. Il gatto non capisce più nulla: lo prende, lo morde, ci si avvinghia, lo ribalta, se lo stringe tra le zampe, si rotola col suo pupazzo tra i denti… scene di totale delirio felino. «Ma cos’hanno messo in quel pupazzo?» chiede mio papà. Controllo la confezione. «Erba gatta» rispondo. Superfluo ogni commento. Il gatto, comunque, da ieri sera si chiama drogatto. Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:14 |
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domenica, 16 luglio 2006
Voglio essere ibernato e scongelato solo quando Lost sarà finito e tutte le stagioni saranno disponibili in DVD.
Sì, ho una nuova dipendenza… Un
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10:04 |
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venerdì, 14 luglio 2006
Perché alla fine Brescia è una città minuscola e ci si mette un attimo a saturarla di ricordi. Basta una storia di poche settimane e ovunque ti giri trovi un brandello di memoria: il pub dove siamo stati la prima sera, le vie che percorrevamo insieme, la strada che facevo per andare a casa sua, il posto dove parcheggiava, il posto dove lavora che è dietro alla mia nuova casa, il bar che stava diventando il “nostro bar” col “nostro” tavolino appartato e le nostre mani che ci si intrecciavano sotto e poi il posto preciso dove mi ha chiesto per la prima volta «vieni a casa mia?» e… no, è decisamente una città troppo piccola! E nulla di tutto questo si cancella. I vecchi ricordi possono essere sostituiti da nuovi ricordi, nuove vie da percorrere, un nuovo bar, ma non si cancellano. E se poi non hai neanche modo di creare dei “nuovi ricordi”, allora quelli vecchi piano piano perdono freschezza e sapore e diventano un veleno infido, insidioso. Come un pezzo di formaggio abbandonato da troppo tempo nel frigo mettono la muffa, lasciano cattivo odore e contaminano tutto quello che sta intorno.
Forse è per questo che spesso i bresciani sono così ruvidi di carattere: alla fine le nebbie dei lunghi inverni e i troppi ricordi stipati in uno spazio così piccolo ti induriscono. Devi farti un scorza bella dura per sopravvivere, altrimenti crolli. Vabbè, metto su un CD degli Staind… Un
piccolo pensiero di Baggins
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07:37 |
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martedì, 11 luglio 2006
Ore 7:45. Edicola. Ore 8:10. Arrivo in ospedale. Incontro uno degli inservienti del piano terra Ore 8:15 arrivo in reparto. Mi trovo davanti una delle infermiere Ore 9. Accompagno la mamma in palestra dal suo fisioterapista. Ore 10:10. Dopo la palestra accompagno la mamma al bar dell’ospedale. Ore 11. Riaccompagno la mamma in camera e ci chiudiamo dentro. Un
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13:07 |
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sabato, 08 luglio 2006
Auguri!!! ![]() Oggi sono 10 anni esatti dall’uscita di “Wannabe” e, quindi, 10 anni dalla nascita ufficiale delle Spice Girls. Dal ’96 al 2000 le Spice Girls sfornarono 10 singoli (di cui 9 numeri 1 nella classifica inglese) e 3 album, due tour, un film e valanghe di merchandising. Un
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08:40 |
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giovedì, 06 luglio 2006
Dopo l’imbianchino sosia di Bruce Willis, oggi l’elettricista uguale sputato a Jim Broadbent (attore inglese, noto ai più come il papà di Bridget Jones). Un
piccolo pensiero di Baggins
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11:53 |
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martedì, 04 luglio 2006
Che effettivamente certe esperienze le preferivo per sentito dire. Un
piccolo pensiero di Baggins
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08:11 |
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sabato, 01 luglio 2006
Vivere aspettando una telefonata che sai benissimo che non arriverà è davvero da idioti. E per quanto il mio cervello mi ripeta come un mantra «non ti chiamerà – non ti chiamerà – non ti chiamerà…» ad ogni squillo del telefono o “blin blin” di uno sms in arrivo, ecco che la voce trillante e vivace di una speranza irrazionale annidata chissà dove si fa sentire. Mah... Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:08 |
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