lunedì, 31 luglio 2006

Autobus di Bresciablanca. Sono aggrappato ad un sostegno in fondo mentre l’autista si impegna a dimostrare a noi utenti che lui prima di diventare autista di autobus di linea era un corridore di rally. Vabbè, tra uno strattone e l’altro mi ritrovo ad ascoltare una conversazione tra due adolescenti spaparanzati negli ultimi posti del bus.
«Oh, guarda cosa ho qui -dice il primo mostrando un preservativo ancora sigillato nella sua confezione- Quello che ci han dato al … (nome di un locale che non ho mai sentito)»
«Eh, il mio invece l’ho usato»
«Fico! Con chi?»
«Con la Ale, quella della seconda C»
«Oh, grande! Com’è andata?»
«Cioè, bo? Non so. Io ho provato a metterlo su, ma è un casino»
«Perché?»
«Eh, quando lo apri è tutto arrotolato e allora l’ho srotololato, ma così è diventato troppo lungo, cioè, non si riesce mica a metterlo»
«Davvero?»
«Bo, magari è una questione di misure, cioè, non era la mia taglia»
«Il mio comunque me lo tengo per ricordo. Ma con la Ale poi l’hai fatto lo stesso?»
«Sì, sì… eh eh eh»
«Eh eh eh, fico!»
Per fortuna un nuovo strattone e il disperato sforzo di mantenere l’equilibrio in una curva presa a 80 all’ora mi hanno sufficientemente distratto da qualsiasi considerazione…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:27 | commenti (13)

domenica, 30 luglio 2006

Torno or ora da 48 ore trascorse a Padova, la mia Padova. Come mi ci voleva! Ho visto tanti amici, in 2 sere ho avuto 2 inviti a cena, ho passeggiato per la città, ritrovato i miei negozi ed itinerari… ho trascorso una notte (e una mattina) nella quale ho realizzato che l’oroscopo è veritiero e  le stelle non stanno a guardare, ma si danno da fare  (si veda poco più sotto il post del 24).
Ecco.
Son proprio contento.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:55 | commenti (9)

mercoledì, 26 luglio 2006

Il mio cervello ha deciso di andare in vacanza. Ha esposto sulla nuca il cartello “Chiuso per Ferie” e se n’è andato, lui che può. Capisco che il mio cervello è in clima vacanziero perché in questi giorni mi richiede dosi massicce di musica chillout & house, da Basement Jaxx a Fat Boy Slim, da Mylo a Stylophonic e via dicendo. Cerco di convincere il mio cervello che dato lo stato di assoluta frustrazione e prostrazione umana nella quale mi trovo sarebbe ben più indicato un album degli Staind o magari degli Stone Temple Pilots… o, anche, senza essere così estremi, uno di quei bei, robusti album di Billy Joel come “Storm Front” che esprime tanto bene la rabbia vigorosa e motivata di un uomo deluso, ma non sconfitto (ah, grande Billy Joel!). E invece no. Solo house, dance, roba ritmata che come la metti su la testa parte a tenere i ritmo e se sono in macchina le dita tamburellano il volante e la mia Micra sembra una dependance di un club di Ibiza. Vabbè, spero che il cervello torni riposato dalle ferie e, intanto, non posso farci nulla…
Play that music / just like that / it spins my head like a toy

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:42 | commenti (10)

lunedì, 24 luglio 2006

Dunque, secondo il mio infallibile oracolo, io, Sagittario di prima decade, dal 20 luglio a tutto agosto dovrei essere irresistibilmente irresistibile e fascinosamente affascinante e ciò dovrebbe portare non solo a trovare il grande amore della mia vita, ma ad inauditi, pirotecnici sviluppi copulatori. E allora? Domani è già il 25 e qui ancora non si batte chiodo!
Stupido oroscopo…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:19 | commenti (17)

venerdì, 21 luglio 2006

Esco dal Ricordi Megastore, che sono andato a vedere se c’erano promozioni, modi interessanti per buttar via un po’ di euri e tutte quelle cose lì. Esco, dicevo, faccio un passo e

«Ciao, ciao!»
«Ehm… ciao»
«Una domanda, una sola! Hai pregiudizi contro i giovani come me che sono usciti da comunità di recupero?»
«No, anzi! Ho fatto per anni volontariato in una comunità di recupero. Ho pregiudizi contro la gente che mi ferma per strada senza un motivo»
«Eh, dai, un motivo ce l’ho. Ti volevo lasciare questo omaggio»
«Non è un omaggio. Se lo prendo vuoi un'offerta, se non lo prendo mi bestemmi dietro»
«Eh, dai, un’offertina»
«No, guarda, sono senza lavoro anch’io, dovesti fare tu l’offerta a me»
«Eh, dai, c’hai pure il sacchetto di Ricordi! I soldi per i CD ce li hai, però»
«Hai ragione, ho una dipendenza. Spero tu non abbia pregiudizi contro i giovani come me che hanno delle dipendenze»

Riesco a sfuggire, faccio un passo e

«Capo!»
«Scusa?»
«Ciao, capo! Prendi libro di Africa»
«Intanto non sono il capo di nessuno, manco di me stesso…»
«Prendi libro di Africa»
«Senti, esco proprio ora da un Megastore che al secondo piano ha una libreria discretamente fornita. Avessi voluto un libro l’avrei preso lì»
«Questo libro di Africa, prendi libro di Africa»
«Ma no che non lo voglio il libro di Africa»
«Allora tu dai me soldi, fratello, che io studente. Pemmangiare»
«Capisco, son stato anch’io studente lavoratore. Io però lavoravo da McDonald’s e non rompevo i marroni -scusa, non voleva essere una battuta razzista- alla gente in giro!»

Sfrutto il momento di apparente smarrimento, mi volto, faccio un passo e

«Hei, una domanda: ti piace leggere?»
«Cosa sei, di Mondo Libri?»
«Sì, perché?»
«Ho già la tessera»
«Splendido! Allora se mi segui in negozio, abbiamo delle promozioni che…»
«No, senti, non è vero che ho la tessera. Ma di solito quando dico così a quelli della tua setta mi lasciate andare con un sorriso. Ti prego, lasciami andare, anche senza sorriso…»
«Bè, se non hai la tessera potremmo farla! Se mi segui in negozio…»
«Non per offenderti, ma in questo momento non ti seguirei nemmeno se tu fossi Gesù Cristo e ci trovassimo sulle rive del lago di Tiberiade intorno al 30 d.C. Niente di personale, eh»

Dovrei proporre al Ricordi Megastore di vendere degli sfollagente o dei machete. Andrebbero a ruba!
 
 
 
Un piccolo pensiero di Baggins | 17:05 | commenti (17)

giovedì, 20 luglio 2006

Meteo 5: «bel tempo su tutta Italia con temperature fino ai 37 gradi nelle città, l’umidità in aumento renderà la temperatura percepita più alta di quella effettiva, correnti di aria calda porteranno ulteriore afa…» cioè, me lo chiamate “bel tempo”? Per me il bel tempo sono i 25 gradi che stai bene in jeans, camicia e scarpe di tela e la sera ti metti sulle spalle un golfino di cotone. Questo NON è bel tempo, è l’anticamera dell’inferno.
I signori meteorologi dovrebbero rivedere il proprio lessico… a me “tempo infernale” o “diabolico” sembra senza dubbio più indicato e descrittivo.
 
 
Un piccolo pensiero di Baggins | 12:16 | commenti (19)

martedì, 18 luglio 2006

Il gatto di casa ha un nuovo nome.
Ma andiamo con ordine. Ieri sono passato all’Ikea a prendere ninnoli e amenità varie per la mia nuova casa; verso l’uscita, prima del self service dei mobili, c’è uno scaffale di oggettistica per animali: ciotole, cucce, giocattoli e ogni tipo di superfluità. Mi cade l’occhio su dei giocattoli per gatti che mi paiono carini: sono pupazzi a forma di topo, pesce, ape ecc. ne prendo uno e vado alla cassa. Tornato a casa il gatto mi viene incontro come al solito. Poi si immobilizza, fiuta e mi si attacca alle gambe miagolando con insistenza. «Cosa c’è?» gli chiedo. E lui «Maaaaoooooaoo» che in gattese sta per «Lo so, lo so che hai lì qualcosa per me e lo voglio!» (il gattese è una lingua piuttosto concisa) «Vabbè, gatto -gli rispondo io- aspettiamo torni a casa papà e poi te lo diamo insieme» «Maaooho» (in gattese: «Eh no, niente stronzate, lo voglio adesso!»). Metto il giocattolino su una mensola in alto e vado a fare cose. Il gatto si apposta sotto la mensola, miagola, miagola ancora, miagola in modo insopportabile, ogni tanto abbandona la mensola e viene da me guardandomi con le pupille dilatate e miagolando in modo quasi sofferente (come dire «Dammelo, ti preeeeeeeego…») ma io sono risoluto ed implacabile. Torna a casa mio papà e come lui arriva in cucina prendo il pupazzo e lo lancio al gatto. Il gatto non capisce più nulla: lo prende, lo morde, ci si avvinghia, lo ribalta, se lo stringe tra le zampe, si rotola col suo pupazzo tra i denti… scene di totale delirio felino. «Ma cos’hanno messo in quel pupazzo?» chiede mio papà. Controllo la confezione. «Erba gatta» rispondo. Superfluo ogni commento.
Il gatto, comunque, da ieri sera si chiama drogatto.
 
 
Un piccolo pensiero di Baggins | 10:14 | commenti (17)

domenica, 16 luglio 2006

Voglio essere ibernato e scongelato solo quando Lost sarà finito e tutte le stagioni saranno disponibili in DVD.
Sì, ho una nuova dipendenza…
 
 
Un piccolo pensiero di Baggins | 10:04 | commenti (10)

venerdì, 14 luglio 2006

Perché alla fine Brescia è una città minuscola e ci si mette un attimo a saturarla di ricordi. Basta una storia di poche settimane e ovunque ti giri trovi un brandello di memoria: il pub dove siamo stati la prima sera, le vie che percorrevamo insieme, la strada che facevo per andare a casa sua, il posto dove parcheggiava, il posto dove lavora che è dietro alla mia nuova casa, il bar che stava diventando il “nostro bar” col “nostro” tavolino appartato e le nostre mani che ci si intrecciavano sotto e poi il posto preciso dove mi ha chiesto per la prima volta «vieni a casa mia?» e… no, è decisamente una città troppo piccola! E nulla di tutto questo si cancella. I vecchi ricordi possono essere sostituiti da nuovi ricordi, nuove vie da percorrere, un nuovo bar, ma non si cancellano. E se poi non hai neanche modo di creare dei “nuovi ricordi”, allora quelli vecchi piano piano perdono freschezza e sapore e diventano un veleno infido, insidioso. Come un pezzo di formaggio abbandonato da troppo tempo nel frigo mettono la muffa, lasciano cattivo odore e contaminano tutto quello che sta intorno.
Forse è per questo che spesso i bresciani sono così ruvidi di carattere: alla fine le nebbie dei lunghi inverni e i troppi ricordi stipati in uno spazio così piccolo ti induriscono. Devi farti un scorza bella dura per sopravvivere, altrimenti crolli.
Vabbè, metto su un CD degli Staind…
 
Un piccolo pensiero di Baggins | 07:37 | commenti (9)

martedì, 11 luglio 2006

Ore 7:45. Edicola.
«Buongiorno, vorrei…»
«Bravo! Bravo!!!»
«Scusi?»
«Sì, bravo che ha messo la maglia della nazionale!»
«Eh? Ah, no, no… questa è una maglia della Federazione Italiana Rugby. Vede, proprio qui sotto il tricolore c’è la sigla F.I.R. Ecco, e qui sotto c’è scritto “Campioni d’Italia 2003”… quell’anno insegnavo in una scuola media, la squadra della scuola si era classificata per partecipare ai Giochi Studenteschi Nazionali, ma nessun insegnante li poteva accompagnare. Allora li accompagnai io, anche se non insegnavo educazione fisica. E  i ragazzi vinsero! Così mi regalarono questa maglia»
«A-ah»
«Ecco, vorrei Il Giornale e Donna Moderna»

Ore 8:10. Arrivo in ospedale. Incontro uno degli inservienti del piano terra
«Buongiorno»
«Ciao, ciao, né e forza azzurri!»
«Scusi?»
«Sì, la tua maglia! Forza azzurri!»
«No, questa è della Federazione Italiana Rugby e…»
«Bravo! Forza azzurri!!! Ciao, né»

Ore 8:15 arrivo in reparto. Mi trovo davanti una delle infermiere
«Ciao! Bravo che festeggi l’Italia! Campioni del mondo!!! Che emozione, eh?»
«Sì, certo, ma questa è una maglia della Federazione Italiana Rugby»
«Vabbè, ma se c’è la bandiera italiana!»
«Sì, stranamente sì, non so proprio perché si siano inventati questa cosa! ‘sta Federazione Italiana Rugby, che bricconi, eh!»
«Già, strano. Comunque siamo campioni del mondooooo!!!»
«Sì, sì, certo,. Buongiorno…»

Ore 9. Accompagno la mamma in palestra dal suo fisioterapista.
«Oooh, finalmente ti sei arreso!»
«Scusa?»
«Ma sì, facevi lo snob, quello che non guarda le partite, che dice di non tifare ed eccoti lì con la maglia della nazionale»
«Ma no, Marco, almeno tu!»
«Almeno io cosa?»
«Guarda bene! È una maglia della Federazione Italiana Rugby! Non c’entra nulla con il calcio»
«Mmmm, non me la conti giusta»
«Eddai…»

Ore 10:10. Dopo la palestra accompagno la mamma al bar dell’ospedale.
«Buongiorno, un’acqua tonica e un succo di frutta»
«Certo! E grande Italia, grandissima, eh! Bella maglia!»
«Sarebbe della Federazione Italiana Rugby… comunque il succo all’ACE…»

Ore 11. Riaccompagno la mamma in camera e ci chiudiamo dentro.
«Ma proprio oggi dovevi metterti quella maglia?»
«Eh, questa avevo! Col trasloco ho quasi tutto in casa nuova»
«Vabbè, ma dovevi pensarci…»
«Hai ragione. Domani metto la maglietta dei Pokémon, promesso»

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 13:07 | commenti (16)

sabato, 08 luglio 2006

Auguri!!!


Oggi sono 10 anni esatti dall’uscita di “Wannabe” e, quindi, 10 anni dalla nascita ufficiale delle Spice Girls. Dal ’96 al 2000 le Spice Girls sfornarono 10 singoli (di cui 9 numeri 1 nella classifica inglese) e 3 album, due tour, un film e valanghe di merchandising.
Chiassose, sfacciate, improbabili, eccessive… di loro in quegli anni si è detto di tutto, che erano solo un prodotto di marketing, che erano la contraddizione di tutto quello che è la vera musica, che erano l’espressione più autentica della cultura pop ecc. ecc. Io le ho sempre trovate divertentissime e ancora oggi le loro canzoncine allegre, leggere e colorate mi mettono di buonumore.
Il gruppo non si è mai ufficialmente sciolto, hanno solo smesso di fare musica insieme dedicandosi a carriere soliste dall’esito incerto (da soliste hanno sfornato 11 album e “solo” 8 numeri uno nella classifica inglese…). Resta il fatto che il loro contratto (mai annullato) con la Virgin prevede l’uscita di altri 4 album. Vedremo. Intanto -la notizia è ufficiale- stasera cena di anniversario a Beckingham Palace di tutte e 5 le ragazze con Simon Fuller, loro storico manager. Chissà… per il momento: AUGURI!!!

Spice up your life!!!

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 08:40 | commenti (9)

giovedì, 06 luglio 2006

Dopo l’imbianchino sosia di Bruce Willis, oggi l’elettricista uguale sputato a Jim Broadbent (attore inglese, noto ai più come il papà di Bridget Jones).
Si accettano scommesse su tapparellista ed antennista…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 11:53 | commenti (9)

martedì, 04 luglio 2006

Che effettivamente certe esperienze le preferivo per sentito dire.
Si parla qui della “frustrazione da casalinga”. Ricordo quando mia mamma ogni tanto mi telefonava quasi in lacrime per lamentarsi di mio papà che «dà tutto per scontato, è tutto dovuto, non si accorge di quello che faccio, non mi considera ecc. ecc.» e io le rispondevo cose tipo «Su, su, dai, coraggio» e simili perle di saggezza. Ora, dopo quasi 15 mesi di convivenza forzata, capisco. Ecco, giusto per dire l’ultima. L’altra sera decido per cambiare un po’ di provare una ricetta trovata su una rivista (“pollo ai sapori mediterranei con verdure”). Torno a casa dall’ospedale e mi metto subito ai fornelli, dato che la ricetta suggeriva di presentare il piatto a temperatura ambiente. Pulisco il petto di pollo precedentemente scelto con cura maniacale e lo taglio a listarelle come vuole la ricetta, preparo i condimenti, parte mischiati in una terrina, parte nella padella nella quale cuocere il pollo, quindi cuocio il pollo facendo attenzione che si rosoli bene, che il condimento sia uniformemente distribuito e tutte quelle cose lì. Infine decido di preparare i piatti come nella foto della ricetta. Lavo la lattuga e la distendo a coprire tutto il piatto, poi lavo e taglio i pomodori a spicchi e li sistemo a semicerchio sulla lattuga; l’altro semicerchio lo faccio di carote grattugiate (con un po’ di erba cipollina). Al centro adagio il pollo che ha proprio un bell’aspetto e condisco il tutto. Non sono uno che si vanta, ma è venuto benissimo! A livello della foto della rivista! I colori sono splendidi, le forme armoniose e… il pollo è saporito e gustoso! Bene! Aspetto con impazienza che mio papà torni a casa e intanto guardo Dharma & Greg. Verso le 20 lui arriva, si cambia, va in bagno a lavarsi le mani, si siede a tavola e attacca a mangiare. Senza dire nulla. Mangia. Finito il “pollo ai sapori mediterranei con verdure” prende la frutta, la sbuccia, la mangia e poi se ne va di là a guardare la TV. Ecco, gli avessi messo davanti i croccantini del gatto forse avrebbe detto qualcosa: almeno avrebbe protestato che erano troppo duri!
Casalinghe di tutto il mondo: RESPECT!

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 08:11 | commenti (16)

sabato, 01 luglio 2006

Vivere aspettando una telefonata che sai benissimo che non arriverà è davvero da idioti. E per quanto il mio cervello mi ripeta come un mantra «non ti chiamerà – non ti chiamerà – non ti chiamerà…» ad ogni squillo del telefono o “blin blin” di uno sms in arrivo, ecco che la voce trillante e vivace di una speranza irrazionale annidata chissà dove si fa sentire. Mah...
Non si può andare avanti così…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 10:08 | commenti (13)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

I miei vicini di casa

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» ranafatata
» Eliseth
» That's life
» Caro D.
» L'orso elettrico
» blurmf
» La ballerina
» Helmut & Khyes
» Odiosa (che invece è tanto cara)
» mev@
» calzino spaiato
» Silviettina
» Pillow
» Il Mignolo col Prof
» Chiarulli @ Londinium
» Marika B
» Smalltown Boy
» Monica Bionda
» Papo
» keroppakerokero
» aletta&kossino
» Gommosa
» I Puffi!

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