giovedì, 31 agosto 2006

E così domani mattina partirò per san Daniele del Friuli per partecipare ad Hobbiton, la tre giorni organizzata come ogni anno dalla Società Tolkieniana Italiana. È da un paio d’anni che non riesco ad andarci e… non mi pare ancora vero! Tenendo conto che sono 2 anni che non faccio vacanze, l’idea di partire anche solo per  tre giorni (due notti) mi emoziona come se stessi per affrontare un viaggio intercontinentale. Realizzerò quando sarò in viaggio, quando avrò bevuto la mia prima birra friulana, quando avrò ascoltato il primo concerto dei Myrddin, quando avrò partecipato alla lettura di brani di Tolkien intorno al fuoco… intanto mi pare ancora troppo bello…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 20:25 | commenti (11)

mercoledì, 30 agosto 2006

E senza quasi accorgermene, questo mio blog ha compiuto un anno.
Scorro le pagine, i mesi e rivedo un anno difficile: mia mamma in ospedale, il mio rapporto non sempre facile con mio papà, la schiacciante solitudine, la tristezza, la lenta presa di coscienza che la mia vita stava cambiando per sempre, il trasloco in questa città che odio, il congedo dalla mia Padova, dai miei amici, dal mio lavoro, da quelli che erano i miei ritmi, le mie abitudini… la mia vita. E il grande, minaccioso punto di domanda sul mio futuro. Decisamente non sono cose da celebrare, da festeggiare. Ma nonostante tutto ne sono uscito conservando (forse) un briciolo di sanità mentale. E ora (forse) si delinea qualche timida prospettiva per il futuro: mia mamma ha iniziato quello che potrebbe essere l’ultimo ciclo di fisioterapia per poi tornare a casa, io ho trovato una persona che pare volermi bene e alla quale sto imparando a volere bene a mia volta, c’è la mia nuova casa che piano piano sto conquistando, anche solo andandoci a dormire ogni sera. Insomma, magari l’anno prossimo sarò qui a trarre il bilancio del secondo anno di questo blog e sarò felice della piega che avranno preso gli eventi. O magari sarò solo felice di essere sopravvissuto, nonostante tutto. Ma il domani non mi appartiene. Per oggi… buon compleblog!


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:36 | commenti (20)

lunedì, 28 agosto 2006

«Cosa dici? Ci vediamo domani sera?»
«Rivederci? No, no, volevo solo portarti a letto! Ci siamo divertiti, no? Ora basta!»

«…»

«Hei, guarda che scherzavo»

«…»

«Non farmi quel faccino… Scherzavo! Davvero!»
«…»
«Eddai, lo sai che se non ti vedo per più di 24 ore mi vengono le crisi apoplettiche!»

«…davvero?»

«Giuro!»
«E com’è una crisi apoplettica?»
«Così: ggguuuuaaaahhhaaauuuaaa…»

«Mmmm, non mi pare così grave…»

«Aspetta! Ora entra in fase acuta: ggguuuuaaaahhhaaauuuaaa!!!»

«Impressionante!»

«Già! Allora domani sera?»
«Sì…»
«Resti a dormire?»
«Vedremo…»
«ggguuuuaaaahhhaaauuuaaa!!!!!!»

«Va bene! Va bene!»

:-)

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 18:06 | commenti (17)

sabato, 26 agosto 2006

Locandina Cars

Carino!
Non a livello degli ultimi capolavori di casa Pixar (“Monster & Co.” e “Gli Incredibili”, per citare i miei preferiti), ma indubbiamente gradevole. Personaggi, gag, citazioni e dettagli sono perfetti, forse è un po’ deboluccia la trama (nel senso che se al posto di una fiammante auto da corsa ci fosse un rampante avvocato di Wall Street e i personaggi fossero umani, sarebbe una commediola piuttosto scontata). Comunque mi sono divertito e direi che "ne è valsa la pena"! Bè, la cosa probabilmente migliore è stata “One Man Band”, il cortometraggio che, come da tradizione Pixar, precede il film. Quello sì che mi ha fatto quasi piangere dal ridere!

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:16 | commenti (5)

mercoledì, 23 agosto 2006

Il primo risveglio insieme ha tutte le sfumature della tenerezza, dal più delicato imbarazzo, ad una spontanea complicità. «Hai dormito bene?» ti chiedo. Ma so che il tuo sonno, come il mio, è stato leggero, quasi un dormiveglia. Non ti è sfuggito nessun respiro, nessun movimento; nelle ore ovattate e morbide della notte il tuo corpo si modellava sul mio, le mie dita si intrecciavano alle tue. Mi sorridi, ti abbraccio, restiamo ancora un po’ così. E piano piano entriamo nella luce del mattino. Qualche domanda un po’ goffa per gettare le basi di quella che chissà, potrebbe anche diventare familiarità: «Cosa preferisci per colazione?» «Posso fare una doccia?» «Ti va se metto su un po’ di musica?» «Che impegni hai oggi?». Rifaccio il letto mentre tu sei sotto la doccia, preparo la colazione e ti faccio trovare apparecchiato: i biscotti, lo yogurt, il caffèlatte nelle ciotole azzurre dell’Ikea. Ci prepariamo ad uscire. Un bacio per augurarti la buona giornata. Un altro. Un altro ancora.
E stasera la casa senza di te mi pare vuota, troppo grande. Il mio letto è una pianura sconfinata. Ma la nostalgia non fa in tempo ad afferrarmi che apro l’armadio e trovo la camicia che indossavi ieri sera. L'hai dimenticata o l'hai lasciata per farmi compagnia? Non importa. La prendo e sento il tuo profumo. La tengo qui vicino a me mentre ne faccio un post.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 19:57 | commenti (19)

lunedì, 21 agosto 2006

Facendo le pulizie in casa dei miei stamattina ho spostato la bilancia e m’è venuta la curiosità di provare a pesarmi, cosa che non faccio mai. Orpo, sono 79 kg! Sono stato sopra gli 80 per anni (in alcuni momenti ho sfiorato i 90…) e questa cosa mi fa un certo effetto. Ecco perché ultimamente i pantaloni mi andavano larghi e ho dovuto fare un nuovo buco alla cintura! Tutto senza diete, né sport, né particolare attenzione all’alimentazione. Sarà stato lo stress. Vabbè. Mica mi lamento…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 10:14 | commenti (9)

giovedì, 17 agosto 2006

Supermercato. Nonostante i tiggì non facciano altro che dire che ci sono milioni e milioni di italiani in vacanza  e che le città sono più deserte di un concerto di Bob Geldof, il supermercato è stracolmo e le code alle casse sono lunghissime. Vabbè, mi metto in attesa e intanto sfoglio pigramente Vanity Fair. Tre o quattro carrelli avanti c’è una coppia con bambina: i genitori sono belli, giovani e ben vestiti. La bambina avrà 3 anni, è bellina, ma ha chiari ed inconfutabili segni di possessione diabolica. Urla, si contorce, schiuma, allunga le manine verso qualsiasi cosa gnaulando «’o voioooooooo!!!» e simili. I genitori la rimproverano un paio di volte, dopodiché la ignorano e cominciano a mettere la spesa sul nastro. Arrivato il loro turno la cassiera guarda la “bimba” e con tono mellifluo da vecchia zia fa alla giovane mamma «Ma cosa c’ha questa bella bambina?» «Niente, niente -risponde lei-fa solo i capricci. La ignori, è l’unico modo per farla smettere». La cassiera fa finta di nulla e torna all’attacco «Ma questa bella bambina cosa c’ha da essere così disperata?» «Nulla, mi creda -torna a rispondere la mamma- in questo periodo non fa altro che fare i capricci. La ignori, davvero!». Al che la cassiera si rivolge al padre che sta insacchettando la spesa «Ma la sua bella bambina cosa c’ha da urlare, poverina?» «È solo capricciosa -risponde lui- mi scusi davvero se disturba, ma l’unico modo per farla smettere è ignorarla. Ci scusi davvero per il disagio». La cassiera ignora bellamente la risposta e con voce ancora più melensa si rivolge direttamente alla versione in miniatura di Linda Blair «Ma cosa c’hai bella bambina con le treccine da piangere tanto, eh?». Al che a me veniva da urlare: «Ma cazzo, ti hanno detto che il mostriciattolo indemoniato sta solo facendo i capricci e allora starà facendo i capricci, no? Non puoi ignorarla come stiamo facendo tutti e lavorare decentemente che qui si è formata una coda che pare la barriera di Mestre?». Poi ho contato fino a 50, mi sono letto l’oroscopo di Vanity Fair che per questa settimana non prevede -purtroppo- nessuno sgozzamento di commesse e ho avuto pazienza…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 10:22 | commenti (7)

domenica, 13 agosto 2006

Tornavo ieri notte, meglio, questa mattina tornavo verso casa. Erano quasi le 4. Stordito per le birre, certo, per il volume della musica che ancora mi rimbombava dentro, per i tanti incontri inattesi. Per un principio di felicità improvvisa e lieve che quasi stentavo a riconoscere. Io e la felicità non ci frequentiamo da troppo tempo, non ho più familiarità con i suoi tratti, col timbro della sua voce con… ma non è di questo che volevo parlare. Non ancora, almeno. Tornavo, dicevo, ed erano quasi le 4 e il cielo era severo ma non più minaccioso, l’aria pulita per la tanta pioggia caduta, le strade praticamente sgombre. Tornavo, l’autoradio sintonizzato su una non so quale stazione e ad un certo punto, tra le luci sfacciate di una concessionaria e il lampeggiare di un semaforo, mi hanno raggiunto queste parole:


«È meglio la delusione vera di una gioia finta
ma quando la delusione cresce la pressione aumenta
sarà che la pioggia batte forte sulla mia finestra
sarà che alla fine della notte mi chiedo cosa resta.
Però poi arrivi tu, ti siedi dove vuoi e butti giù
la mia malinconia di vivere e tutto sembra già possibile per me.
Preso dentro al buio che avanza, vieni tu a dare luce al mio giorno
trascinato sotto dall'onda, ho rincorso un mondo nuovo
la tua mano tesa mi è apparsa, e adesso sto risalendo
per favore non fermarti ora»


Le ho sentite tante volte queste parole, ho visto il video in TV e via dicendo. Ma fino a ieri notte (o stamattina, insomma) erano solo parole furbescamente congeniate ed incastrate nel testo di una canzoncina estiva. Ed eccole lì, invece, a descrivermi, a parlare di me, a fotografare un preciso, puntuale momento della mia esistenza.  Eccomi su una strada tra la notte e il mattino, eccomi sulla via del ritorno verso casa, forse verso me stesso.


Un piccolo pensiero di Baggins | 20:47 | commenti (5)

martedì, 08 agosto 2006

Voi avete mai vissuto un’ossessione? Per una donna, un uomo, un qualsiasi essere umano, non è questo il punto, il punto è se una persona vi è mai entrata nella mente, nei sensi, ha messo radici e non vi ha più dato tregua. Poco importa che questa persona non sappia nulla di voi, poco conta che conosca a malapena il vostro nome, ancora meno che sia irraggiungibile. La razionalità non prevale. Prevale il desiderio e questo pulsare di sensi ed emozioni che è quanto di più simile all’amore voi vi ricordiate. Ma è solo un’ossessione. Ve ne liberate per qualche giorno -e non senza sofferenza- quando scoprite che questa persona se ne andrà in vacanza (magari a Barcellona), ma inconsciamente contate i giorni e al suo ritorno siete lì, ad ascoltare mentre racconta ad una collega di come era bella Barcellona, dei giorni meravigliosi che ha trascorso, di come «pensiamo di tornare per il capodanno» e voi potete solo nascondervi dietro una colonna, sforzarvi per trattenere le lacrime e il desiderio quasi incontrollabile di urlare. Potete solo cercare di respirare e di avere le energie sufficienti per prendere le scale e tornare a casa. Dove la vostra ossessione vi segue annebbiandovi i pensieri. Dove non dovete più trattenere le lacrime.
Ecco, vi è mai capitato?
Cosa troppo complessa i sentimenti. La prossima volta voglio rinascere più semplice: un animale, un insetto, magari un fiore. Sbocciare, ricevere la luce e la pioggia per poi appassire.
Semplicemente.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:57 | commenti (16)

domenica, 06 agosto 2006

Entra l’aria filtrata dalla zanzariera. Sa di pioggia. Un profumo antico, ancestrale, il profumo della vita. Il gatto sul divano dorme sdraiato su un fianco. Le zampe anteriori piegate, l’espressione beata. Io saturo il mio spazio di musica che non ascolto. Mi sorprende l’incosciente leggerezza con la quale accetto di non capire, di non capirmi, di non avere risposte. Di non cercarle nemmeno.
Un lampo, un tuono. Il gatto si sveglia, guarda verso la finestra, poi torna a dormire. Le zampe incrociate sul muso. Guardo la pioggia. Non cerco di capire, non cerco risposte. Piove, questo è certo. Per ora mi basta.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:01 | commenti (4)

mercoledì, 02 agosto 2006

Mi rendo conto che la mia è vita è diventata talmente complicata che non riesco neanche più a rispondere alle domande più semplici che mi vengono rivolte. Tipo «Che lavoro fai?» («sì, cioè, ora come ora nulla, bè, non proprio nulla, mi occupo dei miei genitori che è effettivamente un lavoro a tempo pieno, ma, ecco, non è proprio un lavoro, nel senso che…») o «Di dove sei?» («Nel senso di che origini ho? Ecco, non lo so neanch’io… i miei nonni venivano da 4 posti diversi, i miei genitori si sono incontrati in una città nella quale nessuno dei due è nato, ma ci sono nato io… poi abbiamo cambiato città con una media di una volta ogni 4 anni, finché io sono andato a Padova dove ho vissuto per quasi 13 anni, e in qualche modo mi sento persino un po’ veneto, ma ora sono tornato a Brescia che, cioè, ci avevo già visuto e…»). A volte anche solo una presentazione diventa estenuante.
L’unica domanda alla quale rispondo con facilità è «Dove vai in vacanza?» Semplicissimo: «Niente vacanze quest’anno!».
Come l’anno passato, del resto.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 13:13 | commenti (14)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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