lunedì, 30 ottobre 2006

All’Esslunga hanno fatto i donuts per halloween: buoni come quelli originali americani,  ricoperti di glassa arancione. La settimana scorsa ne ho presi 2 ed erano paradisiaci. Stasera sono tornato e c’erano ancora. Ne ho presi 4, ne ho già divorati 2 (uno mentre caricavo la spesa nella Micra, sotto gli occhi di una massaia spaventata), gli altri 2 temo non vedranno l’alba.
Succede mica nulla anche se sono scaduti il 28, vero? Bè, se non mi sentite più sapete il perché…


Un piccolo pensiero di Baggins | 16:42 | commenti (14)

venerdì, 27 ottobre 2006

Cosa c'è di più bello dei colori dell'autunno?



Che persino io, cinico, dissacratore e a tratti blasfemo mi commuovo (quasi) fino alle lacrime...

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:24 | commenti (11)

martedì, 24 ottobre 2006

Ho beccato l’altro giorno in TV una trasmissione nella quale si parlava di leggende metropolitane e non ho potuto fare a meno di ricordarne qualcuna. Per inciso, sono leggende metropolitane quei racconti improbabili, ma non impossibili, che vengono tramandati come  avvenimenti accaduti di solito al cugino di un amico o a un amico dello zio (fonte certa, ma mai rintracciabile). Dunque, ecco solo alcune di quelle che hanno turbato la mia adolescenza:

Mamma con bambino nel carrello in ipermercato. La mamma si distrae un attimo e il bambino scompare. Vengono chiuse le porte dell’ipermercato e perquisiti i presenti. Il bambino viene trovato imbavagliato e legato ad una gamba di una zingara che lo teneva nascosto sotto la gonna. La zingara in questione era pure riuscita a rasare a zero il pargolo e a cambiargli vestitino.

Giovane rampante manager incontra biondona mozzafiato in locale “in” (o simili; gettonata la variante discoteca). La corteggia, la porta a casa, trombano come se non ci fosse un domani. Al mattino lui si sveglia, di lei neanche una traccia. Lui ha un lancinante dolore al fianco e scopre che durante la notte gli è stato asportato un rene.

Signora torna da Safari fotografico in incontaminato paese africano stile Re Leone. Dopo qualche giorno le viene una bolla sulla spalla. Il medico non sa cosa sia, ma le suggerisce di lasciar fare alla cosa il suo decorso. Una giorno la signora è in bagno, si sta pettinando, quando le scivola la spazzola che urta la bolla. La bolla si spacca e ne fuoriescono un centinaio di ragni, dato che la bolla altro non era che un nido.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:58 | commenti (19)

venerdì, 20 ottobre 2006

Ti rendi conto di aver subito una tragica, kafkiana metamorfosi in “casalinga perfetta versione Mastro Lindo” quando ti scopri commosso a contemplare l’efficacia istantanea del WC Net Candeggina Gel o provi un brivido di compiaciuta onnipotenza impugnando l’erogatore del Cillit Bang, la cui forza disincrostante ha del miracoloso.
Ed ecco che in quel momento di inattesa lucidità ti chiedi «Questa metamorfosi sarà reversibile?» e nel dubbio, intanto, hai un po’ paura di te stesso.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 16:08 | commenti (28)

martedì, 17 ottobre 2006

Ore 15:31. Ricevo questo sms dalla mia amica D.


Pare brutto se questa stronzetta della mia nuova collega la soffoco la prima volta che si distrae? D*

Io rispondo

No, basta che non sporchi in ufficio e butti il cadavere nel cassonetto della differenziata, quello dei rifiuti deperibili… Coraggio! Un bacio.

A volte mi sorprendo di essere così ecologista…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 15:59 | commenti (11)

giovedì, 12 ottobre 2006

Nel parcheggio della struttura che ospita mia mamma attualmente c’è una Micra identica alla mia: stesso colore, stessi paraurti e parafanghi, stessi cerchioni, stessa iniziale della targa (la B… per essere precisi la targa della mia Micra inizia per BK, che sta per “Baby Kylie”). Cambia solo il rivestimento dei sedili, ma bisogna proprio guardare e confrontare per accorgersene. Bè, quando arrivo nel parcheggio mi piace sempre cercare la sorellina della mia Micra e parcheggiarle vicino; ho fatto così anche oggi dopo mezzogiorno. Nel pomeriggio, salendo in macchina, ho notato un biglietto sul parabrezza. Scendo, lo prendo, lo apro e trovo scritto con una calligrafia un po’ incerta e tremolante: “Ciao Emma. La tua mamma”. Mi sono subito guardato intorno cercando l’altra Micra; volevo mettere il bigliettino sul parabrezza giusto, ma era già andata via. E io mi sono pure un po’ commosso, pensando che la mia mamma queste cose non le può più fare, sperando che questa Emma si senta fortunata a ricevere simili piccole attenzioni…
In questi giorni sono un po’ sentimentalone, no so che farci... mi si perdoni!

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:35 | commenti (12)

martedì, 10 ottobre 2006

A volte basta un nonnulla perché la mente si perda tra i ricordi.
Mentre oggi preparavo il pranzo, prima di andate in ospedale, ho incontrato in TV lo spot della Michelin, con il celebre omino composto da pneumatici bianchi, l’omino Michelin, appunto. Come per incanto sono tornato indietro negli anni a quando ero bambino. Abitavamo in centro a Milano, in una traversa di via Torino, verso piazza Vetra. Il nostro condominio non aveva posto auto, così i miei genitori tenevano la macchina in un garage a pagamento, poco distante da casa. Uno dei custodi del garage si chiamava Giuseppe, era un ometto piccolo, del quale ricordo solo la testa tonda e calva e la tuta blu perennemente sporca del grasso dei motori. Giuseppe veniva dalla Calabria, era salito al nord per lavorare, lasciando giù moglie e figli: inviava loro quasi tutto lo stipendio e per risparmiare dormiva in un gabbiotto all’interno del garage. Per me bambino quel gabbiotto era un posto magico, un po’ rifugio segreto, un po’ casa dei sette nani: c'era un piccolo fornello elettrico, una brandina, un armadietto e il calendario della Michelin con il celebre omino. Giuseppe mi accoglieva sempre con affetto perché gli ricordavo i suoi bambini, e aveva modi gentili e rispettosissimi. Mai un buffetto, una pacca, mai un contatto fisico, ma sempre una parola gentile, un sorriso sincero. Una buona persona, il Giuseppe. Una volta mi vide che guardavo il suo calendario dell’omino Michelin (che lui pronunciava proprio “Michelin”, non “Misclen”) e qualche giorno dopo mi fece trovare un portachiavi fatto a forma dello stesso omino. I suoi regali erano discreti come lui. Non me li dava di persona, non li ostentava. Me li faceva trovare sul cofano della macchina dei miei genitori. Un anno, poco prima di Natale, mi chiese cosa avessi domandato a Gesù Bambino. Gli risposi che nella lettera avevo chiesto tante cose, ma mi ero dimenticato di includere il cavallo del Big Jim e che, insomma, era una dimenticanza grave. A Natale sul cofano della macchina dei miei genitori c’era ad attendermi il cavallo del Big Jim. Ho quell’immagine davanti agli occhi come se fosse successo ieri: noi che scendiamo la rampa del garage e da lontano l’inconfondibile sagoma di quella confezione che tante volte avevo guardato e desiderato nel reparto giocattoli della Standa. I miei genitori mi rimproverarono dicendo che non avrei dovuto chiedere nulla al Giuseppe, che non era ricco, che forse per prendere quel regalo a me aveva fatto un regalo in meno ad uno dei suoi bambini. Allora mi sentì davvero in colpa.
Ma forse anche grazie a quel piccolo errore compiuto per ingenuità infantile, oggi  conservo un ricordo che scalda il cuore e la consapevolezza di aver incontrato una persona splendida.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:01 | commenti (12)

giovedì, 05 ottobre 2006

Ho sempre acquistato i preservativi al supermercato; un po’ per pigrizia, un po’ per comodità, un po’ perché mi diverto un mondo a cogliere l’espressione scandalizzata delle sciure quando mi vedono mettere la scatoletta sul nastro alla cassa. In effetti per la clientela media del supermercato, il preservativo non significa “bravo, che fai sesso sicuro dimostrando di avere cura di te stesso e della persona con cui stai”, quanto “brutto porco pervertito immorale dissoluto promiscuo ecc. ecc.”
Ultimamente acquisto i preservativi all’Esselunga che ha una corsia di parafarmacia davvero ben fornita. Ho solo l’accortezza di pagarli separatamente, così che non risultino nella spesa di famiglia. Metto la spesa sul nastro e loro a parte; pago la spesa con la carta Fidaty e i preservativi in contanti. La scorsa volta ho trovato una cassiera che quando le ho detto «Pago la spesa con la Fidaty, mentre questi li pago a parte» mi ha letteralmente fulminato. Ho potuto leggere nel suo sguardo tutto in viaggio interiore tipo «Maiale schifoso che li usi con l’amante, mentre alla moglie fai prendere la pillola! Tutti uguali voi uomini» e simili considerazioni maturate da anni di fedeltà a Beautiful e a Maria De Filippi. Oggi invece ho trovato il mio cassiere preferito, un ragazzo simpaticissimo col quale spesso mi fermo a chiacchierare quando non c’è tanta gente. Lui non ha fatto una piega. Anzi, dandomi lo scontrino mi ha strizzato l’occhio e con un sorriso mi ha detto: «Si diverta!». Tutti uguali noi uomini, aveva ragione l’altra cassiera!
Eh eh eh…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 17:06 | commenti (17)

lunedì, 02 ottobre 2006

Ho riso fino alle lacrime stamattina in ospedale davanti a questa scena:
Suora «Buongiorno»
Fisioterapista «’giorno»
Suora «Ho una bella notizia da darle!»
Fisioterapista «Si è sposata e se ne va?»
Suora «…»
Il fisioterapista in questione è un grande! Lo rimpiangerò di sicuro da domani, dato che mia mamma cambierà struttura ed entrerà in una struttura di fisioterapia intensiva. Eh, non si può avere tutto…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 21:19 | commenti (6)

domenica, 01 ottobre 2006

A volte le cose più belle sono quelle che nascono all’improvviso, senza programmarle, pianificarle, organizzarle. Come i 2 giorni appena trascorsi a Padova, la mia Padova… che all’inizio doveva essere un’andata e ritorno in giornata in treno da solo, ma si è trasformato nell’occasione di un week end in due. E così siamo partiti in macchina, abbiamo girato la città e abbiamo incontrato tanti amici, abbiamo chiacchierato e riso e scherzato, abbiamo preso lo spritz perché a Padova è d’obbligo quasi come le paste di gelato della gelateria Friso vicino al Santo, abbiamo trascorso la serata nel ghetto per poi finire al mio pub, il Joyce’s, per una Guinness. E la notte in albergo, e una mattina luminosa di passeggio e di incontri e di incredulità di fronte a tanta serenità. Ed è stato tutto così bello che persino definirlo “perfetto” mi pare riduttivo. Ecco.

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 20:54 | commenti (13)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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