sabato, 23 dicembre 2006

Merricrismas


Come già l’anno scorso, anche quest’anno per me la magia del Natale consiste solo nel fatto che sono sopravvissuto. Sopravvissuto alle 10.000 incombenze pre natalizie, tutte quelle cose delle quali si occupava mia mamma e che da quando lei è in ospedale ricadono su di me. Regali per le segretarie di mio papà e per il suo qualcosa amministrativo, bottiglie da inviare a medico, commercialista e non so più chi, presenti per le amiche di mia mamma (e per le figlie delle amiche di mia mamma che hanno la brillante idea di sposarsi e/o laurearsi nelle settimane prima di Natale)… a questo si aggiungono ceste per infermieri, caporeparto, suore, fisioterapisti, primario, inservienti. Il tutto senza interrompere la solita routine di vita casalinga ed assistenza ospedaliera. Ieri sera ho finito tutto e mi pare di essere ancora vivo. Un miracolo. La magia del Natale, appunto. Che per me/noi sarà un giorno come un altro da trascorrere in ospedale. Ciò che conta è che l’incubo pre festivo sia passato, poi che sia il 25, santo Stefano o il primo/ultimo dell’anno poco mi cambia.
Auguri a tutti voi, comunque.
E un sospiro di sollievo per me.


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:33 | commenti (21)

martedì, 19 dicembre 2006

È uscita la classifica annuale de Il Sole 24 Ore delle città più vivibili. Brescia ha perso in un anno 11 posizioni. Inoltre nella classifica particolare di “sicurezza ed ordine pubblico” è crollata all’87esimo posto su 103.
Allora forse le mie sensazioni negative su questa città non sono solo mie paranoie…


Un piccolo pensiero di Baggins | 21:50 | commenti (7)

venerdì, 15 dicembre 2006

Il lavandino del bagno che uso a casa dei miei era intasato da un paio di settimane. Così ieri al supermercato ho comprato uno di quei super prodotti taumaturgici miracolosi che sgorgherebbero persino un intestino dopo un pranzo cucinato da Vissani e stasera mi sono messo all’opera. Leggo con attenzione le istruzioni sulla scatola: “versare circa un terzo del contenuto del barattolo nello scarico (sì, magari fare 3 confezioni monodose invece di farmi fare la tara sul peso del barattolo?), di seguito versare circa un litro di acqua bollente, lasciare agire 5 minuti. Nel caso lo scarico non risultasse perfettamente libero, ripetere l’operazione”. Bon, è fattibile. Vado in cucina, riempio il bollitore che contiene giusto giusto un litro d’acqua e quando l’acqua gorgoglia e borbotta prendo il bollitore e mi reco in bagno. Verso un terzo del contenuto del barattolo di “idraulico miracoloso santo subito” e immediatamente dietro il mio litro d’acqua bollente. La reazione è più o meno quella di un fungo atomico. Una specie di esplosione di schiuma con spruzzi di spuma mista a sporcizia e fumi sulfurei in una densa nuvola chimica irrespirabile. Io e Gatto (che aveva seguito con grande interesse le operazioni) fuggiamo dal bagno chiudendoci la porta alle spalle. Dal corridoio ascoltiamo i rumori delle maree anomale di effervescenza tossica. L’odore che traspira da sotto la porta è denso e malsano. Ci allontaniamo. Dopo un quarto d’ora oso entrare in bagno. Senza respirare apro la finestra e lascio cambiare l’aria. Mi cade l’occhio sul barattolo del disgorgante; ci sono stampate le stesse istruzioni riportate sulla scatola, cambia solo un piccolo dettaglio: si raccomanda di usare acqua calda, ma NON bollente. Evidenziato il NON. Ecco il perché del fungo atomico. Scriverlo anche sulla scatola no? Mi sa che domani io e Gatto daremo un colpo di telefono al servizio clienti. Sempre se arriveremo a domani, dopo ciò che abbiamo inalato… 
P.S. Comunque lo scarico è perfettamente libero e funzionante. Almeno per ora…


Un piccolo pensiero di Baggins | 16:52 | commenti (9)

martedì, 12 dicembre 2006

Io voglio vivere dentro questo gioco... fisicamente, intendo

Animal Crossing

Un piccolo pensiero di Baggins | 13:43 | commenti (11)

domenica, 10 dicembre 2006

Mia mamma è in ospedale dal 15 aprile 2005.
Durante l’ultimo anno il suo rientro a casa è stato continuamente posticipato da complicazioni e complicanze. Si sperava di riportarla a casa entro la fine dell’anno, ma la meta è di nuovo slittata avanti in un indefinito “per Pasqua”. E finché lei resta in ospedale, io resto “incastrato” in questa situazione di casalingo e badante, con autonomia ridottissima, impossibilitato a cercarmi un lavoro, a ricostruirmi una vita.
Se mi è lecito dirlo, ne ho proprio le palle piene!

P.S. essere figli unici è una merda


Un piccolo pensiero di Baggins | 20:23 | commenti (21)

giovedì, 07 dicembre 2006

In ospedale è scoppiata una bomba al Natale. Non so cosa sia esattamente successo, ma oggi i reparti erano sfigurati in qualcosa che va ben oltre il concetto di “addobbo”. Probabilmente la madre superiora ha messo nel pastone delle sue suore del potente allucinogeno, perché altrimenti non mi spiego una tale esplosione di presepi e madonne e gesùbambini e alberi e stelle e lucine e babbinatali e pupazzi di neve e ghirlande e agrifogli e angeli e slitte e campanelli e buoi & asinelli e putti e remagi e palle e fiocchi di neve e renne e candele e quant’altro la perversione festiva possa concepire. Il tutto senza un’ombra di buon gusto, un’accozzaglia disordinata di banalità, un brago di melassa e retorica pseudoreligiosa. Non si salva un  muro, un angolo, una porta. Persino l’ascensore è stato  addobbato.
E dire che quest’anno stavo cercando di riconciliarmi con l’idea del Natale! Ma questo è decisamente troppo. Una terapia d’urto che su di me non solo non fa presa, ma provoca l’effetto opposto. Me ne sono venuto via digrignando i denti e stringendo i pugni con l’unico, chiaro desiderio di decapitare qualche babbonatale o spuntare le ali ad un angelo. E in macchina tornando verso casa ascoltavo musica dura.
Non so se reggo fino all’epifania…

 

Un piccolo pensiero di Baggins | 15:56 | commenti (9)

lunedì, 04 dicembre 2006

L’automobilista medio bresciano ha una guida nervosa e prepotente, senza dubbio più nervosa e prepotente rispetto all’automobilista medio padovano al quale ero abituato. Non voglio generalizzare: anche qui ci sono persone che al volante sono attente, rispettose e prudenti, ma sono una netta minoranza, tanto che guidare in città è spesso una prova di sopravvivenza. Il clacson viene usato molto più delle frecce, il semaforo è visto come un nemico e l’arancione non è un invito a frenare, quanto ad accelerare; si sorpassano, si tagliano la strada, si insultano, ogni rettilineo urbano è una pista per gare di velocità. Un delirio, insomma.
Stamattina mi sono alzato presto per andare in ospedale, sono salito in Micra e sono partito. Avevo ancor addosso le sensazioni belle dei miei tre giorni trascorsi a Padova: la tenerezza e l’intimità condivise, i volti degli amici, le risate, le confidenze, le chiacchiere, le tante attenzioni ricevute, le telefonate e gli sms, tutte queste cose, insomma. Kylie cantava «every time I look into your eyes, I fall a little more in love» e io mi sentivo in una bolla di felicità. Poi mi sono guardato intorno e mi sono trovato nel girone dantesco descritto sopra. Clacson strombazzati, fanali, sterzate improvvise, sorpassi rabbiosi, insulti lanciati dagli abitacoli. E mi sono sentito tanto lontano. Tanto alieno. Io nella mia Micra azzurra. Io che mi sentivo felice.


 

Un piccolo pensiero di Baggins | 14:59 | commenti (14)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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