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piccolo pensiero di Baggins
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15:56 |
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sabato, 21 aprile 2007
Sto un po’ trascurando questo blog, me ne rendo conto. Come ho già detto altre volte sono stanco. Sono più che stanco, ma non c’è un termine che renda il senso di svuotamento e di costante fatica che provo. L’altro giorno sfogliando Vanity Fair ho trovato un’intervista a Maurizio Milani, che non conoscevo, ma ho sentito subito affine. Racconta la sua esperienza di figlio unico davanti alla malattia dei genitori, di come lentamente subentrino insonnia, depressione… «se vuol capire come ci si sente -dice- prenda due bilancieri da dieci chili, uno in una mano e uno nell’altra, e poi provi a camminare. Dopo trenta metri le verrà il fiatone». Ecco, mi sento proprio così. Scusatemi quindi se sono un po’ assente. È proprio una questione di energie, non di voglia…
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piccolo pensiero di Baggins
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09:12 |
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martedì, 17 aprile 2007
Lieve e minuscola, quasi invisibile, vola nella notte scura. Solo un ronzio tenue di ali che si muovono tradisce la sua presenza. Vola nello spazio per lei immenso della mia camera da letto, vola orientandosi nel buio infinito e denso, senza paura, senza timore. Vola sapendo dove andare, piccolo miracolo della natura. Plana sui nostri corpi abbracciati nel sonno, si posa su di noi col suo peso impercettibile, irrilevante. Si posa e come una farfalla su un fiore trae da noi ciò che le serve per sostentarsi, poi vola via, nel buio. E ripete il suo rito di planare e nutrirsi due, tre, infinite volte.
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piccolo pensiero di Baggins
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15:53 |
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giovedì, 12 aprile 2007
Su Il Corriere della Sera (acquistato solo perché nel Magazine oggi in allegato c’è Kylie in copertina…) trovo una pubblicità di Famiglia Cristiana che propone a soli 7 euro in più il libro “Imparare ad amare – il cammino di una famiglia cristiana” di Joseph Ratzinger aka Benedetto XVI.
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piccolo pensiero di Baggins
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10:24 |
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venerdì, 06 aprile 2007
E così io e Lamiametà ieri siamo andati a Milano per il concerto degli Scissor Sisters.
![]() Abbiamo trascorso il pomeriggio con 2 cari amici e poi verso le 18 ci siamo recati all’Alcatraz. Siamo arrivati giusto in tempo per vedere il batterista Paddy Boom e il bassista Babydaddy uscire dopo il sound check. Babydaddy mi è sfuggito per un pelo infilandosi in un taxi, ma sono riuscito a farmi fare un autografo da Paddy Boom il quale immediatamente dopo è stato fermato da un bagarino che gli ha chiesto «a signò, li vvuole i bbiglietti?». ![]() Un po’ prima delle 20 hanno aperto i cancelli e con uno scatto siamo riusciti a guadagnarci la prima fila. Il tempo è passato in fretta: ci siamo fatti un paio di birre, Lamiametà ha litigato con una ragazzotta culona che mi stava troppo addosso e abbiamo fatto amicizia con un massiccio, irsuto, tranquillo signore che dopo un po’ ci ha sorpresi dicendo di essere lì col suo uomo che era uno dei fotografi autorizzati con tanto di pass (e che poi ci ha pure presentato: un signore altrettanto massiccio e barbuto, molto simpatico). E così sono arrivate le 21:30 e il concerto è iniziato. Ora, va detto, non è che musicalmente avessi molte aspettative: mi immaginavo un concerto baraccone e divertente, ma nulla di più. Pensavo che gli Scissor Sisters fossero in fondo solo dei simpatici intrattenitori senza chissà quali capacità musicali. E invece mi sono dovuto ricredere. San suonare eccome! La musica è stata fluida, senza sbavature con ottimi arrangiamenti sia nei pezzi pop dance, sia in quelli più tesi. Affiatati, solidi e disinvolti hanno portato avanti una scaletta di 15 pezzi tenendo alto il livello, senza cali di ritmo o di qualità. Il cantante Jake Shears è decisamente un animale da palcoscenico, capace da solo di riempire la scena senza soffocarla. Autoironico, divertente e divertito ha cantato davvero bene, senza cedimenti nemmeno negli acuti più sfacciati. Ma la vera sorpresa per me è stata Ana Matronic, l’unica donna del gruppo: mi sono sempre chiesto che “funzione” avesse, dato che negli album canta solo in un paio di pezzi e non la si sente un gran ché. Dal vivo invece è eccezionale: è una spalla perfetta per Jake Shears con il quale pare giocare per tutto lo spettacolo. E canta, parla col pubblico, balla agitando dei fianchi pieni ed esagerati ed una pettinatura improbabile… ricorda un po’ Geri Halliwell, con la differenza che Ana sa decisamente cantare! ![]() ![]() Uno spettacolo entusiasmante, insomma, divertente, trascinante e che alla fine ci ha lasciati soddisfatti, senza voce e con i piedi stanchi per il tanto ballare. Bello! ![]() Un
piccolo pensiero di Baggins
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11:33 |
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lunedì, 02 aprile 2007
Bè, lo so, vi risulterò blasfemo, irrispettoso o irritante, ma io lo dico lo stesso: a me ‘sta cosa di Wojtyla che guarisce la suorina malata di Parkinson mi sta proprio sulle balle.
Un
piccolo pensiero di Baggins
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16:20 |
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