venerdì, 27 aprile 2007

Li ho visti su ebay. Mi sono chiesto: «riuscirò a resistere?».
Neanche il tempo di  terminare  la frase che avevo già cliccato su "Buy it now".
Sono meravigliosi...

Keroro- set Bandai 1

Ah, le piccole consolazioni della vita...



Un piccolo pensiero di Baggins | 15:56 | commenti (12)

sabato, 21 aprile 2007

Sto un po’ trascurando questo blog, me ne rendo conto. Come ho già detto altre volte sono stanco. Sono più che stanco, ma non c’è un termine che renda il senso di svuotamento e di costante fatica che provo. L’altro giorno sfogliando Vanity Fair ho trovato un’intervista a Maurizio Milani, che non conoscevo, ma ho sentito subito affine. Racconta la sua esperienza di figlio unico davanti alla malattia dei genitori, di come lentamente subentrino insonnia, depressione… «se vuol capire come ci si sente -dice- prenda due bilancieri da dieci chili, uno in una mano e uno nell’altra, e poi provi a camminare. Dopo trenta metri le verrà il fiatone». Ecco, mi sento proprio così. Scusatemi quindi se sono un po’ assente. È proprio una questione di energie, non di voglia…


Un piccolo pensiero di Baggins | 09:12 | commenti (16)

martedì, 17 aprile 2007

Lieve e minuscola, quasi invisibile, vola nella notte scura. Solo un ronzio tenue di ali che si muovono tradisce la sua presenza. Vola nello spazio per lei immenso della mia camera da letto, vola orientandosi nel buio infinito e denso, senza paura, senza timore. Vola sapendo dove andare, piccolo miracolo della natura. Plana sui nostri corpi abbracciati nel sonno, si posa su di noi col suo peso impercettibile, irrilevante. Si posa e come una farfalla su un fiore trae da noi ciò che le serve per sostentarsi, poi vola via, nel buio. E ripete il suo rito di planare e nutrirsi due, tre, infinite volte.
La prima zanzara dell’anno. Puttana!


Un piccolo pensiero di Baggins | 15:53 | commenti (11)

giovedì, 12 aprile 2007

Su Il Corriere della Sera (acquistato solo perché nel Magazine oggi in allegato c’è Kylie in copertina…) trovo una pubblicità di Famiglia Cristiana che propone a soli 7 euro in più il libro “Imparare ad amare – il cammino di una famiglia cristiana” di Joseph Ratzinger aka Benedetto XVI.
Vabbè, non dico nulla di nuovo, ma già da quando ero studentello di teologia mi pare un po’ buffo che persone con l’obbligo del celibato abbiano la pretesa di insegnare come vivere il matrimonio. Inoltre il titolo “Imparare ad amare” firmato da Ratzinger mi suona come un “La bellezza della pelliccia ecologica” firmato da Crudelia De Mon o un “Manuale di tecniche recitazione” firmato da Sua Fissità Monica Bellucci. E si potrebbero moltiplicare gli esempi, ma tanto avrete sicuramente colto ciò che cercavo di dire…


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:24 | commenti (11)

venerdì, 06 aprile 2007

E così io e Lamiametà ieri siamo andati a Milano per il concerto degli Scissor Sisters.




Abbiamo trascorso il pomeriggio con 2 cari amici e poi verso le 18 ci siamo recati all’Alcatraz. Siamo arrivati giusto in tempo per vedere il batterista Paddy Boom e il bassista Babydaddy uscire dopo il sound check. Babydaddy mi è sfuggito per un pelo infilandosi in un taxi, ma sono riuscito a farmi fare un autografo da Paddy Boom il quale immediatamente dopo è stato fermato da un bagarino che gli ha chiesto «a signò, li vvuole i bbiglietti?».
 
  Babydaddy    autografo

Un po’ prima delle 20 hanno aperto i cancelli e con uno scatto siamo riusciti a guadagnarci la prima fila. Il tempo è passato in fretta: ci siamo fatti un paio di birre, Lamiametà ha litigato con una ragazzotta culona che mi stava troppo addosso e abbiamo fatto amicizia con un massiccio, irsuto, tranquillo signore che dopo un po’ ci ha sorpresi dicendo di essere lì col suo uomo che era uno dei fotografi autorizzati con tanto di pass (e che poi ci ha pure presentato: un signore altrettanto massiccio e barbuto, molto simpatico).
E così sono arrivate le 21:30 e il concerto è iniziato. Ora, va detto, non è che musicalmente avessi molte aspettative: mi immaginavo un concerto baraccone e divertente, ma nulla di più. Pensavo che gli Scissor Sisters fossero in fondo solo dei simpatici intrattenitori senza chissà quali capacità musicali. E invece mi sono dovuto ricredere. San suonare eccome! La musica è stata fluida, senza sbavature con ottimi arrangiamenti sia nei pezzi pop dance, sia in quelli più tesi. Affiatati, solidi e disinvolti hanno portato avanti una scaletta di 15 pezzi tenendo alto il livello, senza cali di ritmo o di qualità. Il cantante Jake Shears è decisamente un animale da palcoscenico, capace da solo di riempire la scena senza soffocarla. Autoironico, divertente e divertito ha cantato davvero bene, senza cedimenti nemmeno negli acuti più sfacciati. Ma la vera sorpresa per me è stata Ana Matronic, l’unica donna del gruppo: mi sono sempre chiesto che “funzione” avesse, dato che negli album canta solo in un paio di pezzi e non la si sente un gran ché. Dal vivo invece è eccezionale: è una spalla perfetta per Jake Shears con il quale pare giocare per tutto lo spettacolo. E canta, parla col pubblico, balla agitando dei fianchi pieni ed esagerati ed una pettinatura improbabile… ricorda un po’ Geri Halliwell, con la differenza che Ana sa decisamente cantare!

conc1     conc 2

conc3     conc4

Uno spettacolo entusiasmante, insomma, divertente, trascinante e che alla fine ci ha lasciati soddisfatti, senza voce e con i piedi stanchi per il tanto ballare. Bello!

Jack Shears




Un piccolo pensiero di Baggins | 11:33 | commenti (16)

lunedì, 02 aprile 2007

Bè, lo so, vi risulterò blasfemo, irrispettoso o irritante, ma io lo dico lo stesso: a me ‘sta cosa di Wojtyla che guarisce la suorina malata di Parkinson mi sta proprio sulle balle.
Due anni fa, quando mia mamma era in rianimazione, una sua amica venne a trovarci portando una foto di Giovanni Paolo II (da qui in poi GP2) presa apposta per mia mamma a Roma durante i funerali dello stesso GP2. Sorvolando sulla mia ripugnanza per tutto il baraccone mistico/mediatico organizzato intorno alla morte di GP2, io e mio padre chiedemmo il permesso di mettere la foto di Wojtyla accanto al letto di  mia mamma. I dottori acconsentirono, facendo uno strappo alle (giustamente) rigide regole che garantiscono un ambiente assolutamente settico al reparto di rianimazione. Da allora ogni giorno, quando andavo a trovare mia mamma che se ne stava lì immobile, tenuta in vita da un respiratore e da decine di macchinari, guardavo la foto di GP2; e dopo un po’ cominciai anche a scambiarci due parole. «Senti -gli dicevo- io e te non siamo mai andati molto d’accordo. Difendo il mio ateismo pratico e coltivo un solido anticlericalismo. Come teologo sai bene che non tollero che la tua Chiesa oggi si sostenga più su basi aristoteliche che sul messaggio evangelico. Come uomo ho trovato nell’istituzione ecclesiale una concentrazione di falsità, doppiogiochismo e cattiveria più elevata di qualsiasi altro ambiente io abbia frequentato o conosciuto. Eppure, vedi, proprio ora, qui davanti a noi ci sarebbe un miracolo da compiere. Non sono il tipo da chiedere queste cose, ma te lo domando con assoluta semplicità. Sono pronto a riconoscerlo, ad arrendermi di fronte all’inspiegabile. Sono disposto a cercare di rivedere le mie posizioni di teologo, di uomo, di tornare a confrontarmi con quella realtà cattolica per la quale ora come ora provo solo ripugnanza». In qualche modo pregavo, speravo… Ma al momento delle 2 terribili operazioni chirurgiche, mia mamma fu portata in sala operatoria e non ci fu nessun miracolo. La dovettero operare, sfigurandola, mutilandola e la sua vita da allora è stata solo fatica, sofferenza e lo sarà sempre, ogni giorno, dovendo convivere con un’invalidità totale che non le lascia quasi più autonomia, nemmeno nelle piccole cose, nelle azioni più semplici.
Per questo mi girano le balle. E non perché sento che io o la mia famiglia meritassimo qualcosa, ma perché in questi due anni di vita ospedaliera ho visto centinaia di casi, ho sentito un’infinità di storie e tutte loro meritavano un miracolo. Famiglie distrutte dalla malattia, dalla sofferenza, quotidianità sfasciate dall’ineluttabilità di un male che avanza e che annienta tutto: progetti, legami, finanze, equilibri. E in tutto questo viene guarita la suorina malata di Parkinson, forse uno dei pochi esseri umani per i quali, per vocazione o formazione religiosa, la sofferenza poteva essere un valore (salvifico, redentivo e tutti quei termini che la mistica classica usa per giustificare e dare un senso al dolore). Uno dei pochi esseri umani senza problemi economici e con assistenza garantita nella malattia. Lo trovo ingiusto. Perché non un padre di famiglia malato di sclerosi, una madre afflitta da tumore, un bambino  in punto di morte? Sì, certo, mi direte che la logica divina è lontana dalla nostra, che a noi non è data di conoscere l’imperscrutabile saggezza celeste e bla bla bla. Sta di fatto che a me ‘sta Chiesa e tutto ciò che ci gira intorno -vivi o morti che siano- mi sta sui coglioni ogni giorno di più. Teologicamente parlando, ovviamente!



Un piccolo pensiero di Baggins | 16:20 | commenti (21)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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