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A casa dei miei mia mamma aveva instaurato tutta una serie di “tradizioni domestiche”alle quali io mi attengo scrupolosamente. Tra le varie cose c’è il giro delle lenzuola. Avendo 6 completi di lenzuola matrimoniali, vengono alternati secondo un tacito, ma preciso ordine: prima quelle gialle, poi quelle azzurre, quindi quelle a righine, quelle a fiori grandi, quelle a fiori piccoli e infine quelle un po’ vecchiotte che finché resistono si usano. Ogni settimana, quando cambio le lenzuola dal letto dei miei e poi ogni volta che lavo/stendo/stiro le stesse penso tra me e me «dai, questa potrebbe essere l’ultima volta che cambio/lavo/stendo/stiro queste lenzuola. Magari prima che sia completo il giro la mamma sarà tornata a casa e io alla mia vita…». Me lo ripeto da più di 6 mesi dato che il rientro è stato prima fissato “per la fine dell’anno” (anno 2006), poi “entro Pasqua” e ora di nuovo sfumato nell’indefinito. Inutile e ormai superfluo dire che sono stanco, sfinito, logorato ecc. Però ogni volta che cambio/lavo/stendo/stiro le lenzuola del letto dei miei non posso che pensare e sognare e a conti fatti illudermi che la fine di questo calvario arrivi presto… Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:19 |
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domenica, 27 maggio 2007
Antropologicamente parlando, la devozione è un fenomeno particolare e difficilmente inquadrabile. Porta a compiere atti al di là del razionale, assume forme che esulano dalla religiosità ufficiale arrivando ed esprimere sfumature a tratti inedite dell’animo umano. Non c’è quindi da stupirsi se un devoto manifesta la propria fede in modi che all’osservatore esterno paiono bizzarri ed eccentrici, se non assurdi. Non stupitevi quindi di ciò che sto per raccontarvi, di ciò che ho fatto ieri.
Ecco, non appena ho saputo che da H&M era uscita la collezione estiva firmata da Kylie -per la quale nutro una venerazione incondizionata e un’assoluta, religiosa devozione- ho cominciato a mandare messaggi velati e subliminali a Lamiametà tipo «Andiamo da H&M? Andiamo da H&M? Andiamo da H&M? Andiamo da H&M? Andiamo da H&M? Andiamo da H&M? Andiamo da H&M? ecc.» finché ieri siamo saliti in macchina e siamo partiti alla volta di Orio al Serio, dove c’è appunto un negozio di H&M. Vabbé, bisogna anche dire che mai e poi mai Lamiametà si lascerebbe sfuggire un’occasione di shopping sfrenato, ma questa è un’altra storia. Insomma, arrivati all’Orio Center, siamo saliti al secondo piano dove si trova H&M. Ed eccola lì, una vetrina con una gigantografia di Kylie. Cado in ginocchio e prego. Mi sento un po’ Bernadette o uno dei pastorelli di Fatima, non so se mi spiego. Ripreso dall’estasi entro nel negozio e ancora in trance prendo le scale mobili per il secondo piano. Di colpo mi trovo nel santuario, nel sacrario della vera fede: cartelloni di Kylie ovunque, lei sorride e ammicca da ogni angolo. Sì, non ci sono dubbi, è il paradiso. Non mi resta che riempirmi le braccia di reliquie e poi recarmi alla cassa. Ma, ahimè, di colpo realizzo che la linea estiva di Kylie è solo femminile: non una t-shirt da uomo, non uno short, nulla… solo prendisole, borse da spiaggia, camicine da mare così femminili che persino Rosi Bindi sembrerebbe donna indossandone una. Anche gli occhiali da sole (che comunque abitualmente non porto) sono sfacciatamente femminili… oddio, che fare? Magari potrei prendere un bikini e usare solo la parte inferiore, ma no, sono troppo piccoli. E poi così sgambato proprio non mi piace. E alla fine l’illuminazione: quel pareo potrebbe essere uno splendido copridivano! Preso… ![]() Bé, dato che c’ero ho preso pure questi jeans e questa camicia. Anche se non sono della linea di Kylie, sono comunque di H&M… Ah, potere della devozione (e del marketing...) ![]()
Un
piccolo pensiero di Baggins
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17:17 |
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martedì, 22 maggio 2007
Leggo su una rivista una dichiarazione di una play mate ventitreenne avvistata più volte in compagnia di Bruce Willis. «Lo trovo molto dolce -afferma la sciaquetta in questione- e ha una voce così sexy che non mi importa se è pelato».
Un
piccolo pensiero di Baggins
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12:44 |
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giovedì, 17 maggio 2007
Chissà cosa deve aver pensato di me la cassiera dell’Esselunga quando sono arrivato col mio cestello è ho scaricato sul rullo:
Un
piccolo pensiero di Baggins
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21:10 |
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martedì, 15 maggio 2007
Oggi sono tanto contento perché Chiarulli è venuta a trovarmi qui a Bresciablanca. Abbiamo trascorso un po’ di tempo chiacchierando come se non ci vedessimo da ieri e sono state delle ore piacevoli, confidenziali e rilassate. Apprezzo infinitamente queste visite, ancora di più perché so quanto siano brevi e piene di impegni le vacanze italiche di Chiarulli… eppure quasi sempre riesce a ritagliarsi una mezza giornata per venire. E per me questo ha un valore inestimabile ed inesprimibile.
Ho davvero tanta nostalgia dei miei amici. Qui a Bresciablanca se non fosse per Lamiametà non avrei nessuno con cui parlare e non ho ancora le condizioni per affrontare una vita “normale” nella quale poter conoscere gente. La nostalgia per la vita di prima, per gli amici è tanta. Ci si sente via sms, via mail, a volte via telefono, ma -egoisticamente- mi piacerebbe che venissero a trovarmi. Poi gli impegni sono quelli che sono, le vite sono piene di imprevisti e alla fine di questi 25 mesi sono davvero pochi quelli che sono riusciti a venire a Bresciablanca… per fortuna ho compensato andando un po’ io a Padova. Però, ecco, la nostalgia c’è ed è tanta. Un
piccolo pensiero di Baggins
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20:45 |
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venerdì, 11 maggio 2007
Sono i piccoli riti quotidiani che spesso ti danno il valore di una relazione, anche quando la stanchezza delle rispettive vite e i tanti inconvenienti che si accumulano sembrano caricare tutto di un peso eccessivo. Ci pensavo stamattina mentre si ripeteva il rito del risveglio, più o meno simile ad ogni risveglio condiviso con Lamiametà e sempre bello. Quando arriva il momento di alzarci, io punto dritto verso il bagno (portando con me la biancheria da indossare), mentre Lamiametà va in cucina e prepara per la colazione: mette le tovagliette, le ciotole azzurre dell'Ikea, il Nescafè per caffè latte, i biscotti, lo zucchero (e/o dolcificante) e mette il pentolino del latte sul fuoco. Quando io esco dal bagno ci diamo il cambio e mentre Lamiametà è di là io verso 2 cucchiaini di Nescafè nelle ciotole, aggiungo lo zucchero, controllo i livello dei biscotti nella biscottiera, aspetto che il latte sia caldo e quando è pronto lo verso nelle ciotole. Attendo che Lamiametà esca dal bagno (intanto il latte diventa di temperatura bevibile, dato che tendo sempre a scaldarlo fino a temperatura "lava incandescente") e facciamo colazione, ancora un po' assonnati, ancora un po' imbambolati. A questo punto di solito la prima domanda de Lamiametà è: «hai già messo lo zucchero nel mio latte?» e io rispondo con un «ah-ha» e poi allungo un piede sulla sua sedia.
Ecco, sono questi piccoli riti ripetuti che, se guardati con attenzione, ti dicono che nonostante stanchezza, fatica e le inevitabili delusioni dell'umana esistenza, c'è ancora qualcosa di bello e di incommensurabilmente prezioso nel tuo vivere quotidiano... Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:36 |
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lunedì, 07 maggio 2007
Dai, oggi vi invito a fare un giro in casa mia e vi mostro la camera da letto.
Dunque, qua sotto il lettone e il mio comodino (che si trova alla sinistra del lettone). Il libro sul comodino è "Harry Potter è il Calice di Fuoco"... li sto rileggendo tutti in attesa dell'uscita del settimo a luglio... ![]() Proseguendo c'è la mensolina sopra il calorifero e più in là, poco prima della porta balcone, il quadretto con le foglie... ![]() Infine la cassettiera con accanto un comodino con lo stereo, perché in camera da letto non può mancare la musica. ![]() That's it! Un'altra volta magari facciamo un giro in sala o in studio... Un
piccolo pensiero di Baggins
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10:13 |
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giovedì, 03 maggio 2007
Poiché loro esistono e sono in mezzo a noi. Si mimetizzano perfettamente, assumono sembianze e fattezze umane, così che è impossibile distinguerli in mezzo alla folla. Ma ci sono. Della loro esistenza in qualche modo siamo tutti convinti, ma in fondo rifiutiamo di crederci realmente, almeno finché di colpo non ce ne si palesa uno davanti. E allora la vita cambia, la consapevolezza si radica. E la paura, sì, assume una forma definita, perché una volta che ne incontri uno sulla tua strada non puoi non esserne terrorizzato. E non tanto per l’aspetto fisco, quanto perché sentiamo l’incommensurabile abisso che ci divide da forme di vita così definitivamente diverse da noi.
Un
piccolo pensiero di Baggins
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08:36 |
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