giovedì, 28 giugno 2007

Ho visto cose che (fortunatamente) voi umani non potete nemmeno immaginare...
Una breve premessa è doverosa. Pur avendo riportato a casa la mamma, in queste settimane abbiamo continuato ad accompagnarla ogni mattina nella struttura che l’ha ospitata negli ultimi 16 mesi per continuare la fisioterapia. Sabato sarà l’ultimo giorno di questo andirivieni e i miei genitori hanno pensato di fare un pensierino di ringraziamento alla suora caporeparto. Certo, la suora in questione è stordita come una campana ed altrettanto rintronata, ma a modo suo è gentile e non ha quell’acidità corrosiva tipica della sua specie.
Così oggi mi sono offerto volontario per andare a prendere il suddetto pensierino per suor Stordita. Munito di bancomat paterno e represso ogni sadico istinto di acquistare e regalare un bikini o un tanga zebrato firmato D&G, mi dirigo verso il triangolo delle Bermuda del cattolicesimo Bresciano: piazzetta del vescovado e le vie limitrofe, brulicanti di negozi tipo Pie Ladre (meglio conosciute come Paoline) e “arte” “sacra” (entrambi i termini virgolettati, sì, perché dato il contesto non sono né l’una, né l’altra). Guardo un po’ spaesato le vetrine di questa via Montenapoleone del cattolicesimo, tra librerie brulicanti di testi dai titoli edificanti (“l’amore è sacrificio”, “la famiglia benedetta da Dio” ecc.) , botteghe di icone di ogni forma, grandezza (e prezzo), boutique per preti che offrono dai paramenti liturgici al pret-a-porter, negozi di compendi d’arredo per chiese e via dicendo. Alla fine scelgo un negozietto con una vetrina straripante di oggettistica varia: statuine, quadretti, rosari, candelabri, crocifissi, acquasantiere, turiboli, angioletti e quant’altro. Mi pare di scorgere tra le varie cose una madonnina in porcellana dalle linee morbide e stranamente non pacchiana né patetica: semplice, bianca, in qualche modo luminosa nell'essenzialità delle sue linee. Entro.
Mi colpisce subito l’odore: un misto di vecchio, incenso stantio e urina. L’interno è buio, gli occhi ci mettono un momento prima di abituarsi, prima di mettere a fuoco gli scaffali carichi di merce disordinata e polverosa, i banconi ingombri di espositori per santini, rosari e medagliette. I pochi metri di parete non occupata dagli scaffali sono tappezzati di icone e crocifissi, un’infinità di crocifissi. Cristi su croci di legno, di metallo, di vetro, di gesso, di plastica, croci minimaliste, esagerate, colorate, nodose, lisce, trasparenti, intarsiate, barocche, luccicanti, opache, spigolose, futuriste, tetre, gloriose, macabre, ornamentali...  «Desidera qualcosa?». Una voce strascicata mi riporta alla realtà. Un ometto basso, sudato, con un clamoroso riporto e una barba mal tenuta mi guarda da dietro degli occhialetti spessi. Ha l’alito pesante, ma la cosa non mi sorprende. «Sì, buongiorno, dovrei fare un regalo e pensavo» «Per chi è il regalo?» mi interrompe l’ometto. «Per una suora» rispondo. «Ah, una suora. Allora, sì, le suore gradiscono di solito le icone. Vede, ne abbiamo laminate in argento, questa viene dalla Romania, un capolavoro, 125 euro. Ne abbiamo di dipinte, più semplici. Guardi questa, il tema è “la dormizione della Vergine” e mi pare adattissima ad una suora. Dipinta a mano, originale russa…» «Ehm, veramente avrei visto quella statuetta in vetrina, sarei orientato su quella». L’ometto pare stizzito, ma si avvia verso la vetrina e torna con la statua. «Sì, certo, può andar bene anche questa. Perché no? Le serve una confezione regalo, immagino». Annuisco. E mentre l’ometto si dà da fare con una carta di un blu smunto e un nastro rosso, osservo gli altri clienti del negozio. Sono tre signore che discutono di un pizzo per una tovaglia d’altare: due sono donnette anziane, le tipiche perpetue, la terza è un uomo sulla cinquantina, talmente effeminato ed esagerato nella gestualità da sembrare una macchietta da commedia all’italiana anni ‘70. Lo guardo bene. Noto che porta la fede. Chissà perché per il cattolicesimo questa clamorosa farsa non è peccato e, anzi, viene benedetta la menzogna pur di non deviare dai rigidi binari di una morale che «Ecco a lei!». Ancora una volta la voce strascicata dell’ometto mi strappa ai miei pensieri e mi riporta alla realtà. Pago ed esco.
L’aria e la luce mi sorprendono non appena varcata la porta. Resto qualche secondo sulla soglia, poi  mi incammino verso casa. Mi sento un po’ triste, un po’ incupito, come se il buio e la polvere del negozio mi fossero penetrati sotto la pelle. Così mi fermo in un bar e mi regalo un Magnum Ecuador Dark. E al primo morso per fortuna mi sento subito meglio…



Un piccolo pensiero di Baggins | 17:34 | commenti (16)

mercoledì, 27 giugno 2007

Sono le piccole cose che fanno la differenza.
Come il trovare la tavola apparecchiata... con quel qualcosa in più...

smile!

P.S. Ovviamente la il contenuto del piatto non costituiva cena! Ci mancherebbe!


Un piccolo pensiero di Baggins | 19:02 | commenti (12)

lunedì, 25 giugno 2007

Parlando di dipendenze varie:
- Avevo bisogno di un paio di sandalacci estivi. Sono andato in un meganegozio di scarpe e ho comprato 2 paia di sandali -neanche tanto acci- e una cintura. Ho speso decisamente troppo.
- Sto scaricando (illegalmente, lo ammetto) la terza stagione di Lost in lingua originale sottotitolata in italiano. Ho visto i primi 12 episodi e sto sbavando e schiumando per quanto sono belli.
- Ho acquistato una camicia uguale ad una indossata in una foto da Babydaddy degli Scissor Sisters. Così quando il 17 luglio io e Lamiametà andremo a rivederli dal vivo la metterò e mi sentirò molto fan quindicenne.
- Finalmente ho l'ADSL con router wi-fi e ne sono drogato.
- Sono andato a vedere " I Fantastici 4 e Silver Surfer" e l'ho amato in ogni singolo fotogramma. Lo so, lo so, è solo un fumettone commerciale. Ma per me che ho imparato a leggere coi fumetti Marvel questo genere di film è un'appagante forma di arte post moderna.
- Sto facendo il conto alla rovescia per l'uscita di Harry Potter 7. In questo momento mancano 25 giorni, un'ora, 6 minuti e una manciata di secondi.


Un piccolo pensiero di Baggins | 22:20 | commenti (17)

venerdì, 22 giugno 2007

Dato che non c'è pubblicità migliore del passaparola, vi suggerisco un Bed & Breakfast accogliente, economico e davvero carino a Padova



Io e Lamiametà ci siamo stati diverse volte trovandoci sempre molto bene... e ora che i gestori ci conoscono ci fanno sentire davvero a casa (non ci chiedono più il deposito cauzionale sulle chiavi e hanno sensibilmente arricchito la colazione...). Ci siamo tornati la notte tra mercoledì e giovedì: una mia amica di Padova ha partorito e nonostante io ami i bambini quanto una colica renale e auspichi la rapida estinzione del genere umano, siamo andati a trovarla... è stata l'occasione per 24 ore sul suolo patavino, per ritrovare luoghi e suoni e colori ed abitududini che mi erano care. Come il rito serale degli spritz, seguiti da birra e sangria... E per fortuna che al "nostro" Bed & Breakfast la mattina abbiamo potuto dormire fino a tardi e il caffé era bello forte...



Un piccolo pensiero di Baggins | 10:28 | commenti (10)

lunedì, 18 giugno 2007

Week end, io e Lamiametà (da qui in poi LMM)

LMM «Cosa dici, andiamo al lago?»
Io «Mah... non ne avrei tanta voglia»
LMM «Ma dai, è un po' che non ci prendiamo una giornata per noi»
Io «È vero, ma oggi sono proprio a pezzi»
LMM «Bè, al lago ci riposiamo»
Io «Ho un calo di tensione epocale, voglio solo sdraiarmi sul divano e svenire»
LMM «Svieni al lago. Ti metti lì tutto tranquillo e io non ti disturbo»
Io «Tu non capisci, non c'ho le energie»
LMM «Non servono energie!»
Io «Eccome! Intanto devo preparare lo zaino e...»
LMM «Già preparato tutto io. Ho gli asciugamani, i teli e la merenda...»
Io «Eppoi non me la sento di guidare»
LMM «Prendiamo la mia macchina! Guido io!»
Io «Ma...»
LMM «Ti preeeeeeego...»
Io «...»
LMM «Eh?»
Io «Vabbé...»

E questo è tutto ciò che sono riuscito a concedere:

al lago

Perentorio rifiuto di mettermi in costume da bagno (già tanto che mi sia sfilato la maglietta), berretto calato sugli occhi per ripararmi dal sole, appropriazione indebita ed abusiva dell'unica zona d'ombra di tutto il lungolago, distanza di sicurezza dall'acqua.
E dopo un sonno ristoratore (disturbato appena appena da uno sciame di moscerini che ha invaso la spiaggia prima e una comitiva di slavi ubriachi poi) è stato effettivamente un pomeriggio/sera piacevolissimo.
Un punto per Lamiametà!



Un piccolo pensiero di Baggins | 19:26 | commenti (15)

venerdì, 15 giugno 2007

Giro per Brescia con la mia Micra blu, rimbalzato da un ufficio postale ad un CMP alla disperata ricerca di un pacchetto speditomi dall'estero il 2 maggio e mai arrivato. Giro per Brescia, per strade sconosciute. Mi perdo, faccio inversione in viuzze laterali, torno indietro, mi fermo a chiedere, riparto, mi riperdo, rifaccio inversione nell'ennesima stradina. E così un'infinità di volte. Smarrito in un quartiere residenziale di villette tutte uguali, trovo solo un anziano signore che sta portando a mano la sua bicicletta. Accosto, scendo dalla Micra, lo raggiungo e chiedo «Scusi, saprebbe indicarmi dov'è il CMP delle Poste? Mi hanno indirizzato in questa zona, ma ora non so dove andare». L'uomo mi guarda sospettoso, mi squadra con un misto di fastidio e diffidenza e poi comincia a borbottare delle indicazioni in un dialetto bresciano strettissimo. I modi sono rudi, spigolosi. Cerco di capire e di tradurre «Quindi torno indietro, passo la rotonda e vado dritto al di là del circolo sportivo?». Annuisce in modo brusco e aggiunge qualche ulteriore indicazione. OK, mi pare tutto chiaro. «Grazie davvero» dico e mi congedo con un sorriso. Non per ruffianaggine, sono abituato così, mi viene spontaneo sorridere alla gente. Bè, stamattina in quella viuzza sperduta in un quartiere residenziale di villette tutte uguali ho assistito ad un miracolo. Al mio saluto l'uomo è rimasto immobile un momento, poi di colpo le righe del suo viso si sono distese, quasi gli anni sparissero da quel volto segnato dal tempo, gli occhi si sono illuminati rivelando un azzurro intenso che fino a poco prima era nascosto dalle sopracciglia cespugliose abbasstate in un'espressione corrugata e burbera. E tutta la severità, la spigolosità si è sciolta per un breve, sorprendente istante. L'uomo sorrideva. Mi sono incantato qualche secondo a contemplare l'inattesa trasformazione di quel volto, poi mi sono girato verso la Micra facendo un cenno di saluto con la mano e via di nuovo.


Un piccolo pensiero di Baggins | 11:44 | commenti (14)

domenica, 10 giugno 2007

E così la mia mamma è a casa.
Ho avuto letteralmente un crollo dopo che venerdì sera lei e mio papà mi hanno salutato sulla porta di casa e io sono salito sulla Micra... un calo di tensione epocale che è durato fino a poco fa. Metterò in ordine con calma le emozioni, i timori e tutte quelle cose lì. Intanto il modo migliore per riprendere possesso della mia vita è prepararmi da mangiare. Per me stesso, intendo. Dai frullati che mi piacciono tanto ad un semplice prosciutto e melone, alla "mia" insalata di pasta

l'insalata di pasta

L'insalata di pasta alla Baggins è facilissima: un etto e 1/2 o due di pasta (io uso le farfalle, per me ci stanno benissimo), prosciutto cotto a dadini, olive verdi, pomodorini (meglio aggiungere sale e origano ai pomodorini prima di unirli alla pasta) e provolone -piccante o dolce, dipende dal momento- anch'esso tagliato a dadini. Scolata la pasta e raffreddata sotto l'acqua corrente, si uniscono gli ingredienti, un filo d'olio ed è fatta. Si prepara in 20 minuti, è di una facilità estrema e dura in frigo quei due giorni abbondanti...
Bon, torno a sdraiarmi da qualche parte...


Un piccolo pensiero di Baggins | 18:05 | commenti (29)

lunedì, 04 giugno 2007

Neanche il tempo di terminare le mie geremiadi (si veda il post precedente) quando ecco che è arrivata la telefonata tanto attesa: il letto attrezzato per mia mamma sarà consegnato giovedì mattina. Gli altri lavori (corrimano, attrezzature varie in bagno…) sono già stati fatti e abbiamo trovato una donna per le pulizie e la piccola assistenza che è disponibile da ieri. Quindi a giorni mia mamma tornerà a casa. Ci saranno nuovi equilibri da creare, nuove difficoltà da superare, ma intanto è un passo avanti.
Lo dico sottovoce -perché ho imparato che l’entusiasmo è troppo spesso bastonato dalla dura realtà- ma è come se sentissi un peso che lentamente si solleva e quasi ricomincio a respirare…


Un piccolo pensiero di Baggins | 20:20 | commenti (17)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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» L'orso elettrico
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» Smalltown Boy
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» Papo
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» aletta&kossino
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