giovedì, 29 novembre 2007

Passata la boa delle due settimane in libreria, posso dire di aver consapevolizzato alcune cose che prima di questa esperienza aleggiavano vaghe nel mio subconscio:
- i libri sono pesanti. E più sono, più sono pesanti. Due bancali per un totale di 40 scatoloni sono pesantissimi
- i libri si impolverano come poche altre cose. Dopo aver maneggiato una pila di volumi si hanno le mani sporche come se si fosse estratto del carbone
- non tutti i libri sono belli. In fondo sono come le persone: sono tante, ma ben poche sono quelle che inviteresti a casa per una serata piacevole
- la gente compra qualsiasi cosa.
Eppure a volte si apre qualche spiraglio che fa sperare sul futuro dell'umanità. Oggi, per esempio, in città c'è stata una manifestazione della Coldiretti e il centro era intasato da migliaia di allevatori con bandiere gialle e verdi. Ad un certo punto uno dei manifestanti entra in libreria: è l'archetipo del contadino, l'idea platonica, la perfetta incarnazione di tutti i luoghi comuni sulla categoria. Piazzato, massiccio, la faccia rugosa cotta dal sole, baffi folti e incolti, due mani enormi e callosissime. Si aggira per il negozio, poi mi si avvicina e con estrema cortesia (ed accento emiliano) mi chiede: «sto cercando un saggio sull'immortalità dell'anima».
Sì, l'umanità ha ancora speranza.



Un piccolo pensiero di Baggins | 18:21 | commenti (13)

sabato, 24 novembre 2007

Ho trovato questa -ehm- recensione su Vanity Fair



e non ho potuto fare a meno di scrivere questa mail:

Gentile redazione,
vorrei esprimere una personalissima opinione sulla recensione firmata P.G. all'album X di Kylie Minogue pubblicata a pagina 350 del numero 47 di Vanity Fair.
Non entro nel merito della critica musicale; comprendo che un giornalista debba esprima la propria opinione e, positiva o negativa che sia, condivisibile o meno, resta comunque soggettiva.
Ciò che mi ha dato fastidio sono state le parole "cara Kylie, la prossima volta (...) parla più di te e dei tuoi dolori" perché rispecchiano una mentalità di spettacolarizzazione del dolore tipicamente italiana. La stessa mentalità per la quale in televisione non si vedono altro che reality esasperati ed esasperanti costruiti a tavolino per suscitare sfoghi e lacrime immediatamente zoomate; la stessa per la quale i telegiornali indugiano con morbosa precisione su fatti di cronaca nera trasformando vittime e carnefici nei nuovi protagonisti della TV del dolore.
Certo, Kylie ha avuto un tumore al seno, ha subìto un intervento chirurgico e un ciclo di chemioterapie, si è ritirata dalle scene per un anno e mezzo e ora deve limitare la promozione per motivi di salute. E ha pure rotto una lunga relazione sentimentale! Per questo avrebbe dovuto pubblicare un album di riflessioni su malattia, dolore e sofferenza? Avrebbe dovuto accattivarsi la simpatia del pubblico con ballate strappalacrime sul senso della vita? Io non penso. E apprezzo infinitamente la sua scelta di pubblicare un album pieno di voglia di vivere, di calibrata leggerezza, di gioia sincera e non superficiale. Un album nel quale non mancano comunque canzoni come Stars, No more rain e Cosmic, che affrontano i temi più intimi e personali con una delicatezza che mi commuove.
Kylie è tornata e il suo sorriso, la sua gioia di vivere, il suo cantare "I feel so wonderful - mi sento così meravigliosa" nella canzone che apre l'album sono la lezione migliore sul dolore e la sofferenza.
Cari saluti



Un piccolo pensiero di Baggins | 10:07 | commenti (16)

martedì, 20 novembre 2007

Chi mi conosce sa bene che non amo il mare. Sono decisamente un tipo "da montagna", da passeggiata in alta quota, da grappino bevuto in un bel rifugio come premio dopo una scarpinata.
Eppure... eppure questo gioco mi ha conquistato:



Endless Ocean -per Nintendo Wii- è un po' gioco, un po' simulatore... quasi un "documentario interattivo". In pratica si vestono i panni (e le bombole) di un sommozzatore e ci si immerge negli infiniti spazi dell'oceano. Si esplora, si catalogano le specie marine, si accompagna qualche sommozzatore inesperto, si scatta qualche foto... le cose da fare sono innumerevoli, con il pregio che il gioco non richiede una serie di azioni concatenate da una trama, ma lascia assoluta libertà al giocatore che può semplicemente immergersi e godersi gli spettacolari scenari sottomarini. Non vi dico quanto sia rilassante... Tra l'altro durante le immersioni è possibile ascoltare la musica che si vuole caricando degli mp3 su una scheda SD ed inserendola nel Wii. E nuotare nell'immenso blu ascoltando "Slow motion" di Kylie, "Porcelain" di Moby o "Otherwise"  dei Morcheeba è incredibilmente più bello. Il gioco supporta anche la modalità on line per fare immersioni in compagnia di amici distanti, ma... devo ancora provarlo!
Che dire? Un acquisto che consiglio a chi come ma ama i giochi-non-giochi e desidera un prodotto allo stesso tempo stimolante, divertente e rilassante.

P.S. per chi volesse farsi un'idea, si può vedere un clip QUI.


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:40 | commenti (12)

giovedì, 15 novembre 2007

Bon, allora mi preparo e vado al lavoro.
Che strano dirlo! Ebbene, alla fine mi hanno chiamato a lavorare in una libreria del centro per due mesi, finò a metà gennaio. Non è molto, ma è già qualcosa... e come dicono in Veneto: "piuttosto di niente, è meglio piuttosto"! Se non mi troverò bene potrò pensare che tanto sono solo due mesi... in caso contrario trascorrerò almeno dei mesi piacevoli! That's it.
Allora mi preparo e vado. Poi vi racconto...

Un piccolo pensiero di Baggins | 13:17 | commenti (24)

sabato, 10 novembre 2007

Mi trovo su un treno in una limpida mattina di novembre. Il vento dei giorni scorsi ha pulito l’aria, dal finestrino i contorni della campagna sono netti, quasi disegnati a china. Sto seduto in senso opposto alla direzione di marcia del treno e lascio che il paesaggio compaia pian piano dal finestrino e poi dolcemente si allontani fino a confondersi con l’orizzonte. Viaggio e ascolto musica lieve nella quale lasciar galleggiare i pensieri, anch’essi lievi, nonostante tutto.
Milano mi accoglie con un cielo insolitamente terso e un’aria frizzante. Si sta bene. Incontro un caro amico e passeggiamo per la città chiacchierando del più e del meno, raccontandoci e ritrovandoci. Pranziamo e poi lasciamo la ressa dei negozi per immergerci nei colori spettacolari dell’autunno di parco Sempione. Arriva presto il momento di salutarci, forse troppo presto, ma alle 15:15 ho appuntamento davanti agli studi della Rai.
Come sempre succede quando si incontrano per la prima volta delle persone conosciute in internet, i momenti iniziali sono sempre un po’ imbarazzati. «Che nick hai?» «Da dove vieni?» e c’è qualche silenzio impacciato prima di sciogliere il ghiaccio. C’è tempo di conoscersi, comunque. Non ci fanno entrare prima di un’ora. E una volta entrati la trafila è lunga: si presentano i documenti, si riceve un badge, si passa in guardaroba, si firmano delle liberatorie e non so cos’altro. Alla fine entriamo nello studio e prendiamo posto. La registrazione del programma inizia dopo aver ricevuto qualche semplice indicazione sullo svolgimento della scaletta, su come e quando applaudire ecc. ecc. Sono nervoso. Non sento una parola di quello che dice Vecchioni, non rido alle battute di Paolo Rossi o Antonio Albanese. Il tempo sembra non passare mai.
Ci chiedono di uscire dallo studio mentre vengono fatte delle prove. Siamo tutti un po' agitati, inutile nasconderlo. Quando rientriamo è come se trattenessimo tutti il respiro. E poi la tensione si scioglie per incanto quando si apre il sipario e lei riempie la scena. Sì, è minuscola, ma trasmette una forza e un’energia che assorbono lo spazio intorno a lei. Ci travolge, mi travolge. Canta “2 hearts”, Kylie, canta dal vivo. Attraversa lo studio cantando e arriva dalla nostra parte. Incontro i suoi occhi mentre canto insieme a lei «hold on cause I’m coming up for air» e sono talmente limpidi e luminosi da farmi perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Quanto dura la canzone? Tre minuti? Tre ore? Finirà davvero o continuerà a vibrare nel non spazio che mi separa dall’indefinito chiarore di quegli occhi? Forse la canzone non finirà, ma l’esibizione ha comunque un termine. Fabio Fazio ricompare in scena, fa a Kylie qualche domanda e poi lancia lo stacco pubblicitario. Arriva il corpulento manager di Kylie e fa per portarla via, ma lei non lo segue e, anzi, si dirige verso di noi, lo sparuto gruppo di 20 fans del forum italiano. Ha un sorriso e una parola per tutti, firma autografi incurante del suo manager che borbotta alle sue spalle. Mentre mi firma il retro di copertina di “Ultimate Kylie” riesco a sussurrarle «I love you since 1988» e lei mi risponde con un sorriso e strizzandomi gli occhi. Continuo a guardarla mentre con disponibilità e cortesia firma fino all’ultimo CD, all’ultimo foglietto che le viene messo davanti. Poi saluta tutti con la mano e scompare. Mi pare di aver vissuto un sogno. L’un l’altro ci confermiamo che è stato vero, e ci abbracciamo, ridiamo, qualcuno piange, ma ci sta bene, perché sono lacrime di gioia e di sollievo.
Riprendo il treno e nel buio della sera il paesaggio è indistinto e vago, ma non importa. Mi sento felice.


 


 

Un piccolo pensiero di Baggins | 23:03 | commenti (30)

venerdì, 02 novembre 2007

Bon, Il mio curriculum è ovunque: negli ultimi due giorni ho meticolosamente passato in rassegna sia il centro città, sia un centro commerciale appena fuori lasciando la mia candidatura a qualsiasi esercizio che avesse un cartello di ricerca personale. L'ho lasciato anche dove non cercavano personale perché non si sa mai che qualche commesso o addetto vendite si azzoppi proprio in questi giorni. Eh, son cose che succedono! Mors tua vita mea... ma non divaghiamo. Dicevo: l'ho lasciato anche dove cercano "commessA max 25 anni" perché magari chi seleziona il personale sfogliando distrattamente il curriculum potrebbe lasciarsi sfuggire il particolare che ho "qualche" anno di più... e in sede di colloquio potrebbe non accorgersi che che sono calvo e ho la barba. Via, sono particolari così sottili!
E così io e Lamiametà abbiamo trascorso la festa del primo novembre facendo volantinaggio. Ma la giornata è stata proficua! Infatti ho trovato questo:



Lo so... sono malato.
Lo so... dovrei provare a trattenermi.
Lo so... sono adulto, grande e grosso.
Lo so... sono cosine inutili e alla domanda «ma cosa te ne fai?» abbasso il capo e mi chiudo in un mutismo colpevole.
Lo so... però... però Agliouin è passato e avevo BISOGNO di un nuovo ciondolino...
Lo so, sì, il termine tecnico è gashapon.
E poi per un euro... suvvia, cosa si compra oggi con un euro?
E poi, dai, uno ogni tanto.
Bè... due... o tre... o quattro, insomma...



Mi sono fermato a quattro perché Lamiametà mi ha trascinato via dalla macchinetta prima che io tentassi di prendere gli altri quattro pezzi mancanti per completare la serie. Ma non è finita qui! Oh, se non è finita qui!



Un piccolo pensiero di Baggins | 09:07 | commenti (26)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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