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Un
piccolo pensiero di Baggins
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20:47 |
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lunedì, 21 aprile 2008
Stamattina io e mio papà abbiamo accompagnato mia mamma ad una visita. Dato che diluviava ed era praticamente impossibile trovare parcheggio, i miei sono scesi mentre io ho preso la macchina e ho cominciato a girare per gli spazi immensi dell'Ospedale di Brescia alla ricerca di un buco. Dopo più di 20 minuti di peregrinazioni, mi fermo sotto una tettoia e per prudenza opto per restare in macchina. L'azienda "Spedali Civili" ha infatti deciso di applicare una politica di tolleranza zero e le auto parcheggiate fuori dagli appositi spazi vengono immediatamente immobilizzate con delle ganasce e quindi multate severamente. Così spengo il motore, mando uno sms a mio papà per avvisarlo della situazione, reclino un po' il sedile e accendo la radio. Salto da un brano della Tatangelo a Ligabue, da Vasco Rossi ai Pooh... alla fine mi arrendo e vado alla ricerca dei CD che, se ben ricordo, mio papà tiene nel cassettino dalla parte del passeggero. Trovo i Beatles, Paolo Conte, Frank Sinatra, Edith Piaf... c'è l'imbarazzo della scelta. E poi eccolo lì, un CD masterizzato da me. Una copertina fatta al computer, la mia calligrafia sul dischetto. E un'infinità di ricordi. I miei genitori amavano viaggiare in macchina, insieme hanno girato tutta l'Italia e gran parte dell'Europa arrivando fino in Scozia e probabilmente anche più a nord. Macinavano chilometri con la guida pacata di mio papà, mentre mia mamma faceva da navigatore. Partivano senza prenotare nulla, si fermavano in alberghetti trovati per caso, decidevano l'itinerario man mano. E ogni tanto mi chiedevano dei CD per accompagnarli durante le lunghe ore di guida. Questo in particolare è una compliation di brani dal sapore mediterraneo che avevo fatto probabilmente in occasione di un viaggio attraverso la Spagna fino al Portogallo. Pezzi che spaziano dal flamenco alla chitarra gitana, con una strizzatina d'occhio ora al tango, ora al fado. Ricordo che quando la incisi fui particolarmente soddisfatto del risultato. Lo metto su. Partono le note. Sono brani che non ascolto più da anni. Mi tornano alla mente immagini della mia vita passata, il sapore di una serenità che non c'è più... progetti, abitudini, consuetudini, un modo stesso di intendere la vita, di affrontare il quotidiano... tutto in briciole, tutto spazzato via. Per me come per i miei genitori. Attendevano che mio papà andasse in pensione per intensificare i loro viaggi, per migrare durante i mesi freddi, per setacciare l'Europa alla ricerca di quei piccoli tesori nascosti lontani dagli itinerari turistici. Volevano trasferirsi a Padova per starmi vicino, sognavano una vecchiaia tranquilla. Nulla di ambizioso, il semplice completamento di una vita così come era stata costruita pazientemente nei loro anni insieme. Non è giusto, non è per nulla giusto. Non accetto il pensiero che possa esistere una Volontà superiore, perché se ci fosse sarebbe davvero carogna. Il caos, solo il caos ed una casualità priva di senso.
Rimetto il CD nel cassettino dalla parte del passeggero e lascio che le lacrime scendano. Nessuno vedrà, i finestrini sono bagnati di pioggia. E quando il telefono squilla e mio papà mi avvisa che la visita è finita mi asciugo gli occhi e accendo il motore. Mi sento svuotato... Un
piccolo pensiero di Baggins
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15:14 |
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giovedì, 10 aprile 2008
Piove.
Mi alzo e sono già stanco. Ritrovo quel senso di spossatezza e stanchezza mentale che ha caratterizzato il mio precedente periodo in libreria. Gli orari assurdi e le troppe responsabilità iniziano già a farsi sentire. Non ho più l'età. Almeno sono riuscito a farmi dare i 2 giorni di permesso per andare a maggio a Parigi e questo è consolante e motivante. Ieri all'Esselunga una promoter dallo sguardo provato e dalla faccia stanca mi ha proposto un nuovo shampoo + balsamo. Le ho sorriso e alzando gli occhi al cielo mi sono indicato la pelata. Abbiamo risolto con una bella risata. Decisamente il cambio di stagione e gli sbalzi di temperatura di questi giorni sono un'aggravante... non solo per me. Un
piccolo pensiero di Baggins
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08:49 |
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giovedì, 03 aprile 2008
Così quello che si prospettava essere un nuovo, indefinito periodo di disoccupazione si è trasformato in una breve, rilassante vacanza. Con un tempismo per una volta perfetto, a due giorni dallo scadere del mio contratto da Ricordi sono stato chiamato dalla libreria presso la quale ho lavorato tra novembre e gennaio: avevano urgente bisogno di una persona per due mesi. Ho accettato al volo. I turni sono stancanti, gli orari folli (due sere a settimana resta aperta fino a mezzanotte), il lavoro è fisicamente impegnativo (come ho già detto nel mio periodo in libreria, gli scatoloni di libri pesano) e l'ambiente non è dei migliori. Ma è pur sempre uno stare impegnato e garantirmi altri 2 mesi di stipendio. E domani vado ad incominciare. O ricominciare, insomma.
Ancora qualche ora di relax, di divano, di Nintendo DS... me li godrò proprio! Un
piccolo pensiero di Baggins
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16:25 |
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