lunedì, 23 giugno 2008

Signore sulla quarantina entrando in libreria: «Siamo fuori dall’Europa! Fuori dall’Europa!»
Io mentre sistemo un carico di 9 colli Mondadori: «Già, si ha proprio questa sensazione, eh?»
«Sensazione? Ma quale sensazione?! No, no, è un dato di fatto!»
«Via, non drammatizziamo. Certo qui intorno non sembra più di essere in Italia, però…»
«…no, scusi, ma lei di cosa sta parlando?»
«Parlavo del centro di Brescia. Perché, lei di cosa parlava?»
«Ma come di cosa? Gli europei! L’Italia, la Nazionale…»
«Ah, no, scusi… sono calcisticamente ateo. Era l’ultimo dei miei pensieri»
«…»
«…»
«Però ha ragione, sa?»
«Eh, purtroppo sì…»



Un piccolo pensiero di Baggins | 19:32 | commenti (12)

venerdì, 20 giugno 2008

OK, è vero, sono sparito.
In libreria è stato un delirio. Agli orari folli (ricordo che abbiamo la chiusura alle 23 il giovedì e alle 24 il sabato e nei prefestivi. Gli altri giorni alle 20 e la domenica alle 21. E a turno ci tocca andare lì alle 7 e nelle 2 ore prima dell'apertura spazzare e lavare i pavimenti), alla mole esagerata di lavoro, ad una "fiera del libro" in piazza che per 10 giorni ci ha costretti ai doppi turni, a due allagamenti e alla visita in negozio della Mukka Emma (sic), si è aggiunto il fatto che due colleghi si sono licenziati. E 2 colleghi su un totale di 4 fa il 50%. Tra preavviso e balle varie non sono ancora andati via, ma si è diffuso il panico: io conosco un quarto delle procedure burocratiche e amministrative della libreria sto cercando di imparare il più possibile perché tra pochi giorni non ci sarà più nessuno a cui chiedere o delegare. E le cose da imparare sono innumerevoli, dato che alla faccia del mio contratto da "aiuto commesso" mi trovo con ogni tipo di responsabilità. A questo aggiungiamo il cartello "cercasi personale" affisso in vetrina, con un indescrivibile circo umano che si affaccia alla porta del negozio a proporsi, proporre il figlio o la nipote o semplicemente a fare domande intelligenti  («se io inizio a lavorare a luglio ho lo stesso le ferie ad agosto che ho prenotato 3 settimane al ClubMed di Sharm con la mia amica Pucci?» «Io non voglio lavorare la domenica e voglio finire tutti i giorni entro le 17, però amo tanto i libri: posso lasciare il curriculum?» ecc.).
Sono stanco al punto che ho ricominciato a mandare in giro il curriculum. Oggi ho avuto un colloquio. Certo, mi direte, intanto un lavoro ce l'hai (almeno fino al 31 ottobre) e non sai dove potresti capitare dato che al peggio non c'è mai fine. Ma non si può cadere sempre più in basso, no?


Un piccolo pensiero di Baggins | 20:01 | commenti (9)

venerdì, 06 giugno 2008

Parlare di talismano è un po' eccessivo, ma da sempre mi piace avere in tasca una moneta, un sassolino, un qualcosa che semplicemente "so che c'è".  Non so da dove derivi questa mia ennesima tara mentale: forse mi piace illudermi di avere dei punti di riferimento, forse sotto sotto sono un abitudinario, ma questa cosa si perde nel tempo, tanto che non ricordo un momento della mia vita senza un "oggetto ricorrente" nella mia tasca. Uno dei più duraturi è stato un gettone di una sala giochi di Padova: dopo un esame particolarmente impegnativo, io e un mio compagno di corso eravamo andati a sbronzarci e poi in sala giochi a sfidarci a Tekken, dato che allora nessuno aveva ancora in casa una play station. Mi avanzò un gettone e lo tenni in tasca per anni come ricordo di quella serata. Poi durante la specializzazione passai un esame davvero impossibile, mi sbronzai con un altro compagno di corso, passammo davanti alla sala giochi che era ancora lì nonostante le play station avessero cominciato ad invadere le case (infatti chiuse pochi mesi dopo, ma questa è un'altra storia) e utilizzai il gettone feticcio.
Con l'avvento dell'euro tendo ad affezionarmi alle monete straniere. Così capita che un 20 centesimi irlandesi o un euro greco (ma quanto è bello l'euro greco?) stazionino nella mia tasca per mesi e mesi. Fino al momento in cui vengono inesorabilmente spesi in condizioni di shopping estremo. Nel metrò di Parigi ho speso un euro greco che resisteva ormai da quasi 6 mesi. È stato immediatamente rimpiazzato da un euro francese che, però, mi ha dato poca soddisfazione.
L'altro giorno in libreria aprendo un rotolo di monete da 50 centesimi, ho trovato un dollaro australiano. La forma è uguale a quella del mezzo euro e in banca si saranno confusi (ah, la mia buona fede). Su un lato (testa?) c'è Her Majesty, sull'altro (croce?) ci sono dei canguri. Bellissimo! E poi essendo australiano non posso che non pensare a lei... LEI! Bene, è subito diventato il mio nuovo talismano. Dubito lo spenderò presto e spero solo di non perderlo.


Un piccolo pensiero di Baggins | 10:14 | commenti (10)



Frodo si guardò intorno: rassomigliava proprio a una casa. Molti dei suoi oggetti preferiti o di quelli di Bilbo erano stati ordinati così come erano a Casa Baggins. Il posto era piacevole, comodo e accogliente e Frodo scoprì che avrebbe tanto desiderato installarsi lì sul serio e godere per sempre pace e tranquillità.

Casa Baggins

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